Desio: lettera bipartisan in difesa di don Nandino, Brianza per la pace

Desio città in prima linea in Brianza per la Pace. Firmata una lettera in difesa di don Nandino Capovilla, espulso da Israele a metà agosto.
Don Nandino Capovilla e Papa Francesco
Don Nandino Capovilla e Papa Francesco

Desio città in prima linea in Brianza per la Pace. Grazie all’impegno dell’associazione Desio Città Aperta e al suo fitto calendario di iniziative pacifiste, ma anche all’ultima iniziativa firmata dal consigliere comunale Francesco Pasquali. «La delega alla Pace – riflette l’esponente di Desio Viva noto per il suo impegno sociale e la radicalità evangelica – è fondamentale per la città di Pio XI. Non a caso è stata trattenuta dal sindaco in persona, Carlo Moscatelli».

Desio: lettera bipartisan in difesa di don Nandino, il primo impegno ufficiale dell’assessorato alla Pace

Ora, ecco il primo impegno che permette alla Giunta di declinare il primo ufficiale dell’assessorato alla Pace: «Il comune di Desio, il sindaco, Carlo Moscatelli e la maggioranza di centrosinistra – annuncia Pasquali – ha preso posizione con un documento ufficiale a sostegno di don Nandino Capovilla».

Prete pacifista, membro di Pax Christi, il sacerdote è stato espulso da Israele lo scorso 11 agosto al suo arrivo all’aeroporto di Tel Aviv.
La lettera del Comune di Desio è indirizzata alla presidente del consiglio, Giorgia Meloni e al Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. «Chiediamo – prosegue Pasquali – la formale convocazione da parte del Ministro degli Esteri dell’Ambasciatore dello Stato di Israele presso la Repubblica Italiana al fine di fornire i chiarimenti rispetto alle violazioni commesse nei confronti dei due nostri concittadini e la revoca del provvedimento di espulsione a carico di don Nandino».

Desio: lettera bipartisan in difesa di don Nandino, il consigliere Francesco Pasquali in Terra Santa l’anno scorso

Francesco Pasquali, ha conosciuto personalmente don Nandino Capovilla in occasione di un pellegrinaggio in Terra Santa lo scorso anno, sotto la guida del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, e del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme.

Come ha indicato lo stesso don Nandino, chiede anche i chiarimenti necessari riguardo ai crimini internazionali che lo Stato di Israele sta commettendo nei confronti di decine di migliaia di Palestinesi innocenti”. L’anno scorso don Nandino Capovilla ha incontrato insieme ai pellegrini le mamme degli ostaggi israeliani rapiti dai terroristi di Hamas il 7 ottobre 2023 e mai si è permesso di muovere affermazioni violente nei confronti dello Stato di Israele” . “Intendiamo denunciare sia la condotta offensiva nei confronti di un cittadino italiano, sia la violazione di libertà fondamentali verso di lui, nonchè i crimini internazionali dello Stato di Israele nei confronti dei cittadini palestinesi, commessi mediante una condotta sproporzionata rispetto all’offensiva subita. Non vi è alcuna prova che don Nandino Capovilla rappresenti un pericolo per la sicurezza dello Stato di Israele e l’accusa mossagli non soltanto è infondata ma rappresenta un abuso e una violazione di una libertà personale, volta a evitare la contestazione delle condotte criminali dello stato di Israele. E non è in nome di una menomata democrazia che Israele può arrogarsi il diritto di commettere crimini a danno di decine di migliaia di persone innocenti”.