Caritas, rapporto povertà: 2 milioni di famiglie a soglia di rischio

Il report nazionale sulla povertà redatto dalla Caritas con i dati della rete dei centri di ascolto e della Caritas diocesane e parrocchiali del 2025.
CARITAS PARROCCHIALE
CARITAS PARROCCHIALE

La povertà in Italia è una condizione di strutturale normalità. Ha il tono di una sentenza il report nazionale sulla povertà redatto dalla Caritas che ha raccolto i dati della rete dei centri di ascolto e della Caritas diocesane e parrocchiali del 2025.

Caritas, rapporto povertà: i numeri, cresce il divario tra chi ha e chi no

I numeri che emergono restituiscono una fotografia dove il divario tra i (molto) ricchi e i poveri si acuisce sempre di più. In Italia 10 milioni di adulti hanno risparmi liquidi inferiori a 2.000 euro, e anche chi ha un lavoro è a rischio povertà a causa di un reddito troppo basso. Un disagio che coinvolge più di due milioni di famiglie. Una piaga che attraversa tutto il Paese ma che assume pieghe più drammatiche e preoccupanti proprio nelle regioni benestanti del Nord.

Dati che erano già stati anticipati dell’ultimo rapporto annuale della Caritas ambrosiana che aveva evidenziato un aumento del disagio con un incremento di quasi 19mila nuovi utenti, persone che si sono ritrovate per la prima volta in difficoltà economica nel 2024 e che hanno chiesto aiuto ai centri di ascolto diocesani.

Caritas, rapporto povertà: la fotografia di chi ha bisogno

Stranieri (sempre), famiglie (molte), lavoratori poveri (sempre di più). Avere un lavoro non mette al riparo dalla povertà e non garantisce l’uscita dall’indigenza. Cresce, secondo i dati riportati nel report nazionale di Caritas, la povertà cronica e intermittente, con un incremento di quest’ultima soprattutto negli ultimi tre anni.

Sono poveri più “benestanti” quelli che oggi chiedono aiuto ai volontari dei centri di ascolto, persone che nel 2023 dichiaravano un Isee di poco superiore ai 4.300 euro e che nel 2025 sono arrivati ad avere un indicatore Isee di quasi 5.000 euro: in crescita ma non sufficiente a garantire un’esistenza dignitosa.

Caritas, rapporto povertà: i problemi abitativi

Anche a livello nazionale il problema della casa è quello maggiormente avvertito. Il 35% delle persone seguite da Caritas ha problemi abitativi gravi (23%) o difficoltà nella gestione della casa (12%). Accanto a chi una casa nemmeno può permettersela ci sono tanti che pur avendo un tetto sulla testa non riescono a colmare le spese per le utenze, per l’affitto, il mutuo. Una precarietà che coinvolge anche la cura della salute. Secondo l’Istat lo scorso anno quasi 6 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure mediche (il 10% del totale degli italiani) per liste di attesa troppo lunghe e costi delle prestazioni mediche eccessivamente elevati.

Caritas, rapporto povertà: la fragilità sanitaria

La fragilità sanitaria (un altro ambito di intervento per i volontari della Caritas) è aumentata dal 2015 al 2025 in Italia del 69%, una cifra spaventosa. Una condizione che ha aggravato le sofferenze mentali, le depressioni e le malattie croniche.

Un lavoro immenso a cui Caritas a livello nazionale ha cercato di porre rimedio con oltre 87mila interventi di orientamento, coinvolgimento dei soggetti della comunità, consulenza e tutela dei diritti.

Caritas, rapporto povertà: il 2025 in Brianza

Nel 2025, anche in Brianza, Caritas ha distribuito beni e servizi materiali (cibo e vestiti) ma anche alloggi con accoglienza a breve e lungo termine, ascolto, sostegno socio assistenziale, aiuto sanitario con distribuzione di farmaci e contributi per visite mediche e analisi e poi orientamento e sostegno educativo.

L'autore

Nata nell’anno dei due presidenti e dei tre papi. Scrivo per il Cittadino dal 2009, prima solo per l’edizione cartacea poi per la tv e il sito per cui realizzo anche servizi video. Mi occupo di chiesa locale, cronaca, volontariato, terzo settore, carcere. Con l’associazione Carcere Aperto nel 2011 ho realizzato insieme al fotografo Antonio Pistillo la mostra “Guardami”, dove abbiamo raccontato le storie dei detenuti della casa circondariale di Monza.