L’editoriale del direttore: “Una povertà sempre più diffusa e preoccupante”

L'editoriale del nuovo direttore del Cittadino, Sergio Nicastro, sulle edizioni di sabato 20 giugno 2026.
Stampa giornali editoriale - foto Freepik
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A lanciare l’allarme ci ha pensato la Caritas di Desio, ma al posto di Desio potremmo scrivere Vimercate, Seregno, Carate o Lissone. Perché, purtroppo, la povertà è un fenomeno in costante aumento. Fa specie scrivere questo termine nel 2026 e in Brianza, ancor di più se si supera (e va assolutamente superato) il semplicistico e banale assioma povertà uguale stranieri. Già perché se quella concezione, supportata dai dati, valeva fino a una decina di anni fa, ora la povertà “raccoglie” sempre più persone, rappresentanti di quelli che una volta erano il ceto medio e che ora, invece, si ritrovano a fare letteralmente i conti in tasca.

A trecentosessanta gradi: perché i “nuovi” poveri non sono preoccupati tanto dal cosa e se mettere cibo in tavola, ma da una generale precarietà che coinvolge la casa e il lavoro, nella costante preoccupazione di perdere tutto. Ma come abbiamo fatto ad arrivare a tanto? Come può accadere che nella laboriosa Brianza sempre più famiglie debbano (quando riescono a superare il senso di vergogna) chiedere aiuto a Comuni o associazioni?

I salari troppo bassi rispetto a costi della vita sempre più alti sono la spiegazione più immediata e comune, ma non ci si può fermare a questo. La riflessione deve essere più ampia e a tutti i livelli della società perché altrimenti non si spiegherebbe perché generazioni del passato, in condizioni economiche decisamente peggiori, non vivevano la stessa assillante preoccupazione della perdita del tutto. Forse la questione sta nel concetto e nella fiducia verso il futuro. Che prima era tangibile e ora appannata. E per farla tornare a fuoco non è sufficiente un aumento di stipendio.