Monza, morte del vigile milanese: il 26enne in fuga era stato arrestato in un’indagine per droga

Il 26enne rintracciato a Monza dalle polizie locali di Monza e Milano era stato arrestato a luglio 2025 nella operazione antidroga Icaro della Procura di Brescia

Arrestato a dicembre 2024 dalla Polizia di Stato italiana in Albania, con la collaborazione della Polizia albanese, estradato in Italia un anno fa e quindi, un mese dopo, a luglio 2025, sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico “presso il domicilio in Monza”: la Questura di Brescia con una nota ha ricostruito i “trascorsi” del 26enne fuggito al posto di blocco a Milano che ha portato, il 23 giugno, all’incidente, a Peschiera Borromeo, nel quale ha perso la vita l’agente della Polizia locale di Milano, Francesco Imprezzabile.

Il 26enne in fuga, colpito da una ordinanza di custodia cautelare per droga: arresti domiciliari a Monza

Il 26enne, arrestato per fuga pericolosa e indagato per una ipotesi di omicidio stradale in relazione all’incidente nel quale ha perso la vita l’agente motociclista, secondo quanto riportato dalla Questura bresciana: “è uno dei principali imputati della operazione “Icaro”gli è stato contestato di essere parte integrante di una associazione dedita al traffico internazionale degli stupefacenti – condotta dalla Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia, all’esito della quale è stata emessa un’ordinanza di custodia in carcere, datata 4 dicembre 2024, dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Brescia, poi eseguita il 21 gennaio 2025″.

Privo di permesso di soggiorno e in Italia senza fissa dimora, è ritenuto dagli investigatori bresciani: “uno dei partecipi dell’organizzazione criminale e considerato tra i più attivi e mobili sul territorio nazionale ed internazionale”. In particolare avrebbe avuto il compito di “raccogliere e trasferire all’estero del danaro provento del traffico degli stupefacenti”, denaro riscosso: “presso i terminali grossisti del sodalizio, presenti in vari Paesi europei, quali Italia, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Olanda e Belgio, con proiezioni in Croazia e Albania”, tanto da essere più volte “controllato in ingresso sul territorio nazionale alla frontiera aerea degli aeroporti di Milano Malpensa, Bergamo Orio al Serio, alla Frontiera Marittima di Ancona”.

Processo con rito abbreviato in corso: “L’autorità giudiziaria ha chiesto 10 anni”

Non solo, sempre secondo gli investigatori della Polizia coordinati dalla Procura di Brescia il 26enne non sarebbe stato estraneo anche: “allo spostamento di rilevanti quantitativi di stupefacente per conto dell’organizzazione criminale di cui è parte integrante”. E avrebbe disposto “di stabili collegamenti sia con i vertici dell’organizzazione sia con tutta la rete di soggetti che ne fanno parte, capaci di agevolarne l’immediata fuga verso paesi anche diversi dall’Albania”. Una partecipazione aggravata dal fatto che l’associazione aveva disponibilità di armi e i partecipanti erano più di dieci.

Mentre è in corso il processo con rito abbreviato a suo carico – “la competente autorità giudiziaria ha chiesto una condanna a 10 anni”, riporta ancora la Questura bresciana – dopo essere stato sottoposto agli arresti domiciliari a Monza, ad agosto 2025 il 26enne aveva ottenuto il permesso di allontanarsi dalla abitazione monzese per lavorare, dal lunedì al venerdì, durante il giorno, nel Milanese, e, ancora, a febbraio, gli arresti domiciliari erano stati sostituiti dalla misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, misura poi rimodulata, a fine marzo, con una presentazione bisettimanale.      

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