Carate: si fa arrestare dai carabinieri che conosce per allontanarsi dalla droga

Arriva la condanna per il 40enne che nel 2020 aveva simulato un colpo per farsi arrestare dai carabinieri che già conosceva.
I carabinieri di Carate Brianza
I carabinieri di Carate Brianza

Sono tornati a trovarlo, questa volta con l’ordine di carcerazione (ma con decreto di sospensione) nella giornata di venerdì 7 ottobre: i carabinieri hanno bussato alla porta del 40enne di origine marocchina e gli anno consegnato l’atto per cui dovrebbe scontare una pena residua di 5 mesi e 10 giorni per una rapina di una paio di anni fa.

La finta rapina a Carate: “Sono io, maresciallo”

L’uomo ha precedenti per reati contro la persona e il patrimonio e per droga, ma la rapina per cui potrebbe finire in cella è di tutt’altro tenore: l’ha fatta, o meglio finta, nel 2020 proprio per tornare in carcere. Coinvolgendo quei carabinieri che lo aveva trattato in un modo che aveva apprezzato. Era il 16 dicembre di quell’anno, intorno a mezzogiorno, proprio davanti alla caserma dei militari di via Milano: l’allora 38enne è entrato nel negozio “2m parrucchieri” con un taglierino in mano (che poi si è rivelato senza lama) e aveva detto al titolare “questa è una rapina, chiamate i carabinieri”. Il titolare, senza farsi pregare, lo aveva fatto. I militari sono usciti dalla caserma, sono entrati nel negozio e lo hanno guardato. lui aveva abbassato la mascherina e aveva detto: “Sono io, maresciallo”.

Il precedente arresto e la scelta di Carate

L’uomo era già stato arrestato per spaccio dai militari di Carate ed è per questo che aveva scelto quel comune e quel negozio per fingere la rapina. In caserma aveva poi raccontato di averlo fatto perché rimasto senza un posto dove dormire e per allontanarsi dal giro degli stupefacenti. Insomma: meglio stare in carcere. Meglio finirci con quei militari che già conosceva e per i quali, aveva detto loro, provava rispetto.