Briosco, i residenti di via Verdi al prefetto: «Qui i migranti non li vogliamo»

Porte chiuse ai migranti. I condomini di via Verdi hanno deciso. Nel corso dell’ultimo incontro col loro legale rappresentante, l’avvocato caratese Marco Pipino, le famiglie che abitano nello stabile al centro del contendere hanno rigettato la proposta che la scorsa settimana era stata avanzata loro dal Prefetto di Monza, Giovanni Vilasi.
Il cartello appeso sul cancello del condominio
Il cartello appeso sul cancello del condominio

Porte chiuse ai migranti. I condomini di via Verdi hanno deciso. Nel corso dell’ultimo incontro col loro legale rappresentante, l’avvocato caratese Marco Pipino, le famiglie che abitano nello stabile al centro del contendere hanno rigettato la proposta che la scorsa settimana era stata avanzata loro dal Prefetto di Monza, Giovanni Vilasi: accogliere in due appartamenti del secondo piano due famiglie di richiedenti asilo composte da padre, madre e figlio minore.


«Ho ricevuto mandato dai condomini per comunicare alla Prefettura che non se la sentono di condividere questo progetto – ha dichiarato l’avvocato Marco Pipino – I miei clienti hanno fiducia nelle parole del Prefetto. La scorsa settimana il Prefetto Vilasi aveva espresso la sua intenzione di non forzare la mano se i residenti di via Verdi non avessero condiviso la proposta dal momento che non si trovava ad agire in condizioni di emergenza ma di ordinarietà». Il trasferimento su Briosco dei 14 migranti inizialmente previsti era stato infatti deciso per permettere la ristrutturazione dell’edificio di Correzzana dove il gruppo risiede da 2 anni. «La mancanza di uno stato di emergenza è stato determinante – ha aggiunto l’avvocato caratese – Questa situazione è costata alle famiglie che rappresento in termini economici e di serenità, non vedono l’ora di porre la parola fine sulla vicenda anche alla luce del clamore che è stata suscitato. In via Verdi c’è voglia di tornare alla quotidianità e alla serenità».


In totale nella palazzina abitano una decina di famiglie che sono proprietarie degli appartamenti dove vivono. «È innegabile, piaccia o non piaccia, che quando si verificano queste situazioni segue un decremento del valore degli immobili – ha aggiunto Pipino – È la nuda realtà. Bisogna mettersi nei panni di chi ha lavorato e ha investito i risparmi di una vita per comprare casa e vedrebbe il suo valore calare drasticamente».

La risposta dei condomini è stata notificata al Prefetto nella giornata di venerdì. «Abbiamo verificato che l’attività di accoglienza avrebbe presentato anche grossi problemi di incompatibilità col regolamento condominiale – ha concluso l’avvocato Marco Pipino – Ci sono divieti che impediscono di adibire i locali ad attività di questo tipo». I responsabili della Cooperativa SocioSfera di Seregno che ha preso in affitto i tre appartamenti di via Verdi, interpellati sugli sviluppi della vicenda, non hanno rilasciato dichiarazioni.