Assemblea a Lissone, il Comitato per alzare la voce «sul silenzio intorno a Pedemontana»

Venerdì sera assemblea pubblica a Lissone con il Comitato per la Difesa del Territorio per fare il punto su Pedemontana.
Lissone assemblea Pedemontana - foto Comitato per la difesa del Territorio
Lissone assemblea Pedemontana – foto Comitato per la difesa del Territorio

Il Comitato per la Difesa del Territorio torna a farsi sentire. E lo fa con un’assemblea pubblica, organizzata venerdì sera all’oratorio di Santa Margherita a Lissone, ancora una volta per colmare un vuoto informativo che – secondo i promotori – continua a pesare sui cittadini mentre i cantieri di Pedemontana avanzano senza che la popolazione sappia davvero cosa stia accadendo. «Le informazioni ufficiali sono poche, frammentarie, spesso tardive. E allora tocca a noi», spiega Luigi De Vincentis, voce storica del comitato.

Assemblea a Lissone, quattro temi centrali su Pedemontana

L’incontro, con 130 persone presenti, si è articolato attorno a quattro temi centrali, tutti legati a un’opera che, nonostante l’avanzamento dei lavori, continua a sollevare dubbi, timori e contestazioni. «Ci sono ancora molte ragioni per continuare la nostra attività di critica e denuncia – afferma De Vincentis – I cantieri vanno avanti, sì, ma accumulano ritardi enormi. Parliamo di un’infrastruttura che, realisticamente, potrebbe richiedere un decennio prima di essere completata».

Assemblea a Lissone, Pedemontana: ricorso al Tar e Milano-Meda

Il primo punto affrontato riguarda il ricorso al Tar presentato da dieci sindaci del territorio contro il progetto della tratta D breve. «È un segnale importante – sottolinea De Vincentis – perché dimostra che quando i sindaci si muovono con determinazione possono tutelare davvero gli interessi delle loro comunità. Non tutti, però, hanno avuto questo coraggio: altri amministratori hanno accettato passivamente decisioni calate dall’alto. No, il riferimento non è a un sindaco in particolare: diversi hanno avuto purtroppo questo atteggiamento».

Il secondo tema è quello del pedaggio sulla Milano–Meda, questione che il Comitato considera cruciale. «Per noi deve restare gratuita per tutti. Non parliamo di sconti, ma di giustizia. Quella strada l’abbiamo già pagata quando è stata costruita e continuiamo a pagarla con il pedaggio. Pedemontana ha basato il suo piano finanziario proprio su quel tratto: se quel progetto crolla, noi siamo ben felici».

Assemblea a Lissone, la realtà cittadina e la centralina per il monitoraggio dell’aria

Non manca, tra le osservazioni un’attenzione strettamente locale sulla realtà cittadina. In particolare un giudizio sul comportamento del Comune di Lissone, ritenuto dal comitato «silenzioso, assente, poco trasparente». Insomma una sonora bocciatura.
De Vincentis ricorda la vicenda della centralina di monitoraggio dell’aria richiesta per le scuole Rodari: «Ci era stato detto che non serviva perché ce ne sono già a Lesmo e a Cesano Maderno. Una risposta che non ci ha convinti e che a tutt’oggi ci pare assurda. Ben diverso l’atteggiamento del Comune di Macherio, che ha installato la centralina in tempi brevi. La questione delle polveri è tutt’altro che secondaria. Quelle che si sollevano dal cantiere di Santa Margherita sono indescrivibili. E non siamo ancora in estate, periodo in cui avremo tutti le finestre aperte. È evidente che tutto questo può incidere sulla salute dei cittadini, anche nel lungo periodo. Per questo chiediamo un percorso serio di informazione e monitoraggio».

Infine, il comitato ha annunciato nuove iniziative, convinto che la mobilitazione non possa fermarsi. «Il nostro compito – afferma De Vincentis – è continuare a informare, spiegare, coinvolgere. Se non lo facciamo noi, chi lo farà?».