L’alleanza monzese per il futuro di Elena, fuggita dalle botte di un padre violento

Soroptimist ha deciso di “adottare” la ragazza 21enne e garantirle gli studi dopo la segnalazione ricevuta dal Cadom, Centro aiuto donne maltrattate.
Violenza su donne o minori - Image by krakenimages.com on Freepik
Violenza su donne o minori – Image by krakenimages.com on Freepik

Ha 21 anni ed è iscritta con profitto ad un corso di laurea in discipline sanitarie a Milano. La chiameremo Elena e la sua storia potrebbe essere quella di tante giovani studentesse: il pendolarismo verso Milano, la fatica di conciliare studio e lavoro.
Per lei c’è una fatica in più che non è misurabile in ore in treno, turni nel week end e serate sui libri. Elena è una vittima di violenza assistita e lei stessa vittima di violenza.
Una violenza consumata tra le mura domestiche che l’hanno costretta a scappare dal padre violento, insieme alla madre e trovare un rifugio segreto.

L’alleanza Cadom-Soroptimist per il futuro di Elena, sostegno per gli studi

Una situazione delicatissima, legata anche alle situazioni di indigenza economica della famiglia e un rischio altissimo per lei di dover abbandonare gli studi che le garantirebbero invece autonomia e un posto di lavoro sicuro.
La storia di Elena è stata raccolta dal Cadom (Centro Aiuto Donne maltrattate) di Monza e segnalata al Soroptimist International che ha deciso di adottarla e di consentirle di proseguire gli studi con maggior serenità.

«Il progetto nasce con un obiettivo chiaro che ben si lega agli scopi di Soroptimist – spiega la presidente Zizeth Marounsostenere nel percorso scolastico e professionale una giovane ragazza vittima di violenza assistita, offrendo strumenti reali per costruire concretamente il proprio futuro. Una storia che, per ragioni di tutela e sicurezza, resta necessariamente anonima, ma che rappresenta molte altre vite segnate da esperienze simili».

L’alleanza Cadom-Soroptimist per il futuro di Elena, cos’è la violenza assistita

La violenza assistita, spesso invisibile e silenziosa, lascia ferite profonde. Non colpisce direttamente il corpo, ma incide in modo duraturo sullo sviluppo emotivo, relazionale e sociale di chi la subisce. Intervenire significa quindi non solo proteggere, ma anche ricostruire: restituire fiducia, dignità e possibilità.
«Abbiamo voluto scegliere per il nostro service un gesto concreto – prosegue la presidente – abbiamo deciso di offrire a questa ragazza un alloggio a Milano per evitarle la fatica del pendolarismo in modo che possa restare concentrata sugli studi. Provvederemo anche alle spese per il vitto, in modo che quanto guadagna dal suo lavoro nel week end possa essere d’aiuto per la famiglia e non debba più preoccuparsi di pagare gli studi e i libri di testo. Crediamo nell’istruzione come veicolo di riscatto e sappiamo che il completamento degli studi le garantirà un posto sicuro».

L’alleanza Cadom-Soroptimist per il futuro di Elena, «investimento per il futuro e atto di responsabilità sociale»

Le socie del Soroptimist si sono impegnate a sostenere Elena nel percorso di studi triennali e anche in una eventuale laurea magistrale, mentre la ragazza si è impegnata a continuare ad affrontare gli studi con la serietà dimostrata finora, rimanendo in corso.
Un patto che le consentirà di uscire dal silenzio della violenza a cui ha assistito tra le mura domestiche e che lei stessa ha subito per anni, per far emergere la voce del suo talento.

«Con questo progetto – prosegue la presidente del Soroptimist vogliamo dare un segnale forte: il futuro può essere diverso». Fondamentale in questo progetto è stata la collaborazione con il Cadom (Centro aiuto donne maltrattate) con cui Soroptimist ha già collaborato in passato, una realtà da anni impegnata nel supporto alle donne vittime di violenza e ai loro figli, che ha individuato il bisogno e reso possibile l’attivazione del progetto.
«Crediamo – conclude Zizeth Marounche ogni ragazza debba avere la possibilità di esprimere il proprio talento, indipendentemente dal contesto da cui proviene. Questo service è un investimento nel futuro, ma anche un atto di responsabilità sociale».

L'autore

Il primo articolo a 13 anni e non ho più smesso. Al Cittadino dal 1992 ho scritto po’ di tutto con un amore incondizionato per Parco e Villa reale. Leggo molto e sono nella giuria del Premio Brianza.
Mi piace raccontare storie e possibilmente buone notizie. Le mie buone notizie sono i miei quattro figli e la nipotina!