Villasanta: addio tra le polemiche al cedro centenario dell’Himalaya

Il destino del grande cedro dell’Himalaya di via Mameli a Villasanta è di essere abbattuto. Una decisione accolta da critiche dei cittadini.
Villasanta il cedro centenario dell'Himalaya
Villasanta il cedro centenario dell’Himalaya

Il destino del grande cedro dell’Himalaya di via Mameli a Villasanta è di essere abbattuto. Una decisione dell’amministrazione sofferta ma necessaria dopo l’analisi dell’agronomo incaricato che ha diagnosticato un rischio di ribaltamento e schianto della pianta. «Gli elementi emersi hanno portato a disporre il taglio in nome della pubblica incolumità», si legge nel messaggio diramato sui canali social da Comune.

Villasanta: addio tra le polemiche al cedro centenario dell’Himalaya, le motivazioni dell’agronomo

Un annuncio che ha sollevato una pioggia di polemiche e critiche con accuse all’amministrazione di aver sottovalutato il problema o di aver scelto una soluzione fin troppo drastica per una pianta tanto importante e imponente.

«Da anni gli alberi di una certa rilevanza, soprattutto quelli più anziani, vengono sottoposti a una valutazione annuale diagnostica da parte di un agronomo – spiega l’assessore Carlo SormaniIl cedro di via Mameli è stato attenzionato dal 2021 e ha subito in questi anni un peggioramento che ha portato a una prova di trazione dinamica, una pratica che è costata al Comune 2mila euro per ogni singolo albero. Al termine di questa indagine l’agronomo incaricato ha certificato la possibilità che il cedimento dell’apparato radicale sia dovuto a un fungo».

Villasanta: addio tra le polemiche al cedro centenario dell’Himalaya, le critiche dei cittadini

Una diagnosi che non lascia spazio ad alternative, soprattutto considerando che si tratta di una pianta di grandi dimensioni che si trova tra una strada e un parcheggio. «Inoltre – ha aggiunto il vicesindaco – l’agronomo ha anche specificato che, trattandosi di una conifera, interventi di potatura drastica non permettono una risposta vegetativa adeguata e finirebbero per aggravare ulteriormente il già precario equilibrio fisiologico della pianta. Un ancoraggio radicale non può poi sopperire a una degradazione dell’apparato radicale causato da funghi come l’armillaria. Si tratterebbe semplicemente di ancorare un albero destinato comunque a morire nel giro di pochi anni».

Spiegazioni che però non hanno convinto diversi villasantesi che hanno espresso rammarico e contrarietà per la decisione presa dall’amministrazione. «Ci sono voluti cento anni per avere questa bellezza, davvero non possiamo salvarla?».

L'autore

Nata nell’anno dei due presidenti e dei tre papi. Scrivo per il Cittadino dal 2009, prima solo per l’edizione cartacea poi per la tv e il sito per cui realizzo anche servizi video. Mi occupo di chiesa locale, cronaca, volontariato, terzo settore, carcere. Con l’associazione Carcere Aperto nel 2011 ho realizzato insieme al fotografo Antonio Pistillo la mostra “Guardami”, dove abbiamo raccontato le storie dei detenuti della casa circondariale di Monza.