A quasi un mese dall’incidente aereo in Perù, i corpi delle famiglie Gianturco e Angelucci tornano giovedì in Italia, attesi all’aeroporto di Malpensa. Sabato 29 agosto il saluto commosso delle loro città, Monza e Seregno, in lutto cittadino.
Quattro le bare nel Duomo di Monza per il funerale in programma alle 10.45. Tre quelle nella basilica San Giuseppe di Seregno, dove l’ultimo saluto sarà nel pomeriggio, dalle 15.
Aereo caduto in Perù, sabato i funerali delle famiglie: le donazioni richieste in memoria dei monzesi Gianturco
La cerimonia funebre di sabato sarà presieduta da monsignor Marino Mosconi, arciprete di Monza mentre l’omelia sarà a cura del padre padre pavoniano Mario Trainotti, confessore dei coniugi. La famiglia Gianturco ha chiesto di fare donazioni alle associazioni Alberio, che si occupa soprattutto di minori in difficoltà, e Amma Italia Aps, che organizza ritiri di meditazione, corsi di ecologia e promuove le iniziative umanitarie internazionali. Perché “le donazioni hanno sempre fatto parte della vita di Paolo e Cristina – hanno fatto sapere i familiari anche attraverso le carte funebri – per questo chiediamo di ricordarli compiendo un gesto di bene“.
Aereo caduto in Perù, sabato i funerali delle famiglie: il cordoglio dell’Ac Monza
Cordoglio anche da parte dell’Ac Monza di cui Paolo Gianturco era tifoso, iscritto al Monza Club Fedelissimi. In occasione del match Monza-Udinese, in programma sabato 29 agosto alle 18.30 allo Stadio Brianteo, la squadra scenderà in campo col lutto al braccio.
“Il Club si unisce al cordoglio dell’intera comunità cittadina e si stringe con affetto ai familiari e alle persone care delle vittime – fa sapere con una nota – Ac Monza esprime la propria vicinanza anche alla famiglia Angelucci di Seregno coinvolta nella medesima tragedia“.
Aereo caduto in Perù, sabato i funerali delle famiglie: l’incidente
Era l’1 agosto quando i monzesi Paolo Gianturco e la moglie Cristina Maria Bianco, 59 e 57 anni, lui manager in Deloitte, lei fondatrice e ad del gruppo Aegis, nel mondo della selezione del personale, e i figli, Matteo e Pietro, 24 e 18 anni, studenti, e la famiglia Angelucci di Seregno, Massimo, 58 anni, ingegnere titolare di un’impresa meccanica in Brianza, la moglie Elena Sala, 57, attiva nella gestione dell’azienda e il figlio Lorenzo, 24 anni neolaureato al Politecnico di Milano, si schiantarono al suolo con altre sei persone, due tedeschi, due spagnoli e due peruviani membri dell’equipaggio, tutte decedute, durante il sorvolo del sito archeologico di Nazca. Il riconoscimento delle salme, avvolte dalle fiamme dell’aereo, ha richiesto tempo, così come le pratiche per il rimpatrio.
La famiglia Gianturco viveva nella vicinanze della chiesa Santissima Trinità degli Artigianelli. Per la famiglia, nei primi giorni di agosto, qualche giorno dopo la tragedia, era stata organizzata una messa, proprio nella chiesa degli Artigianelli, alla quale si erano presentate duecento persone.
Aereo caduto in Perù, sabato i funerali delle famiglie: le indagini
Intanto proseguono le indagini sulle cause del disastro aereo. L’incidente sarebbe accaduto circa un’ora dopo il decollo, poco prima uno dei due piloti avrebbe lanciato l’allarme, secondo quanto comunicato dalle autorità peruviane, segnalando un problema all’unico motore del Cessna. Sulla zona c’erano tra l’altro forti raffiche di vento. Forse a causa di un guasto meccanico il velivolo sarebbe precipitato in verticale dopo essere andato in stallo. Sull’incidente è stato aperto immediatamente un fascicolo dalla Procura peruviana e l’ambasciata italiana a Lima si è messa subito è in contatto con le autorità peruviane.
Per arrivare a una possibile spiegazione dell’accaduto potrebbe occorrere molto tempo, anche mesi. Gli accertamenti spettano ovviamente al Perù, dato il luogo del disastro e la nazionalità della compagnia aerea coinvolta e sono di esclusiva competenza della Commissione per le indagini sugli incidenti aerei , un organismo tecnico del settore. Gli investigatori peruviani, data la nazionalità delle vittime, sono affiancati da un esperto italiano (dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo), uno spagnolo, uno tedesco oltre che, data la fabbricazione del velivolo e del motore, da alcuni statunitensi.