E’ arrivato anche un messaggio dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, sabato 29 agosto, in Duomo, a Monza, per l’ultimo commosso saluto alla famiglia Gianturco morta con la seregnese Angelucci nel disastro aereo dell’1 agosto in Perù. “Di fronte a questa tragedia si resta smarriti: come è potuto succedere? – ha scritto Delpini – Di fronte a questa tragedia restiamo tutti feriti, perché giovani vite promettenti sono state ingoiate dalla morte proprio nei giorni immaginati come giorni di gioia, di scoperta, di vita familiare condivisa. Di fronte a questa tragedia i discepoli di Gesù si riuniscono per professare la loro fede e per rinnovare la loro speranza. Siamo infatti certi che la potenza di Dio Padre non si manifesta in miracoli clamorosi per rimediare a errori umani o a disastri imprevedibili, ma nella presenza fedele di Gesù Risorto che dona vita anche ai morti. Perciò siamo uniti in preghiera e condividiamo la speranza che, nel momento dello schianto che ha posto fine alla vita di questa famiglia, Gesù ha preso per mano Paolo, Cristina Maria, Pietro e Matteo e li ha condotti all’abbraccio del Padre della vita. Perciò siamo uniti in preghiera per invocare il dono dello Spirito Santo che sia consolatore di coloro che in questo strazio sono più feriti”.

A Monza i funerali della famiglia Gianturco, presente il sindaco con il gonfalone della città
Lutto cittadino con bandiere a mezz’asta per tutta la giornata: così Monza ha reso omaggio alla famiglia Gianturco, Paolo, di 59 anni, la moglie Cristina Maria Bianco di 57 anni e i figli Matteo e Pietro, 24 e 18 anni. Nel pomeriggio, a Seregno, in Basilica San Giuseppe, i funerali dell’altra famiglia deceduta nell’incidente, gli Angelucci. La funzione, a Monza, è stata celebrata dall’arciprete monsignor Marino Mosconi. Presente il sindaco di Monza Paolo Pilotto con il Gonfalone della città. Tra i banchi anche il rettore del Collegio Villoresi, dove studiava uno dei ragazzi Pietro Gianturco.

“Finalmente siete arrivati a casa: vi ho aspettato tra mille pensieri e ricordi e adesso mi sembra impossibile trovare le parole giuste” ha detto tra le lacrime la sorella di Cristina Maria Bianco prima dell’inizio della funzione. Durante l’omelia padre Mario Trainotti, pavoniano degli Artigianelli, confessore di Paolo e Cristina Maria ha detto: “Questa è stata una tragica sciagura, ma loro si sono sottratti solo temporaneamente alla nostra vista. I giusti sono nelle mani di Dio e nessun tormento li toccherà. Sono nella pace”. Ricordati anche i tanti gesti di bene fatti dalla coppia, nel segno della Fede, un moto che non si fermerà: come espresso nei necrologi i familiari hanno invitato a non inviare fiori ma ad effettuare donazioni alla Associazione Alberio che si occupa delle persone in difficoltà e minori e ad Amma Italia Aps impegnata in iniziative umanitarie e spirituali.