Subito dopo avere arraffato soldi e gioielli sottratti a una 69enne monzese con l’inganno, fingendosi un carabiniere, è andato subito in un negozio ad acquistare una valigia dove mettere il malloppo per poi allontanarsi e far perdere le proprie tracce. Per tre mesi. Nella mattinata dell’1 luglio, infatti, personale della polizia di Stato della Squadra Mobile della Questura di Monza e della Brianza, dopo averlo rintracciato a Udine, dove si trova in carcere, per un’altra truffa, ha eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza su richiesta della Procura della Repubblica di Monza. Si tratta di un cittadino italiano di 35 anni, originario di Salerno, gravemente indiziato del reato di truffa aggravata.
Monza, l’arresto per truffa di un 35enne: rintracciato dalla Polizia di Stato a Udine
Secondo quanto ricostruito, il 7 aprile, la vittima, residente in zona Triante, era stata contattata telefonicamente da uno sconosciuto che si era detto appartenente all’Arma dei Carabinieri, che le aveva raccontato che un’auto con la stessa targa del veicolo utilizzato dal marito della donna era rimasta coinvolta in una rapina. Un racconto talmente verosimile che il marito della donna è stato convinto a lasciare immediatamente la casa per per andare alla Stazione dei Carabinieri a chiarire la propria posizione.
Nel frattempo il piano dei truffatori è proseguito: la donna è stata ripetutamente chiamata al telefono, sia sull’utenza fissa che sul cellulare, per non darle la possibilità di contattare le forze dell’ordine, quelle vere. E pochi minuti dopo, approfittando dell’assenza del marito, una persona, quella indentificata successivamente con il 35enne arrestato a Udine, si è presentato alla porta della donna, si è a sua volta spacciato per un carabiniere dicendo di dover verificare la provenienza dei gioielli custoditi in casa per escludere che fossero frutto della rapina. In questo modo è riuscito a farsi consegnare tutti i monili preziosi presenti nell’abitazione, compresi quelli custoditi all’internodi una cassaforte, tra cui anelli, collane, bracciali ed orologi in oro, per un valore complessivo stimato tra i 35.000 e i 40.000 euro. Il 35enne si è quindi, appunto, allontanato acquistando, in un negozio a qualche chilometro di distanza, la valigia per occultare la refurtiva.
Monza, il 35enne rintracciato dopo l’analisi dei sistemi di videosorveglianza. Una sua traccia sulla cassaforte
Gli investigatori l’hanno rintracciato grazie ai risultati l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona dell’abitazione della vittima e in un bar della zona in cui il presunto autore della truffa era andato prima di commettere il reato. Sarebbe anche stato riconosciuto dalla vittima attraverso individuazione fotografica e poi sarebbero state rinvenute tracce riconducibili all’indagato sulla parte interna dello sportello della cassaforte, repertata dal personale della Polizia Scientifica.
Elementi che hanno portato il Tribunale di Monza ad emetterel’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 35enne, già noto per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti. La misura è stata eseguita presso la Casa Circondariale di Udine, dove l’uomo, originario della provincia di Salerno, si trovava già detenuto in quanto arrestato lo scorso 16 aprile dai Carabinieri per un’analoga truffa commessa in quella provincia.