Perquisizioni anche a Monza e in Brianza da parte delle Fiamme gialle, con il supporto della Polizia di Stato i cui Reparti territorialmente competenti che hanno fornito supporto tecnico
logistico per le operazioni svolte sul campo, mercoledì 10 giugno, nell’ambito di una operazione della Guardia di finanza di Rimini, Comando provinciale, Squadra Mobile e Digos della Questura di Rimini, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, che ha portato alla esecuzione di un decreto di sequestro preventivo d’urgenza di disponibilità finanziarie, crediti, immobili e società per un valore complessivo di 8 milioni di euro. Le perquisizioni hanno interessato anche le province di Caserta, Ascoli Piceno e Rimini. Sette le persone indagate, tra cui un presunto esponente della criminalità organizzata, per reati di truffa aggravata, indebita compensazione, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali illeciti e bancarotta fraudolenta.
Perquisizioni anche a Monza e in Brianza: operazione della Guardia di finanza di Rimini
Tutto ha preso avvio da indagini avviate dopo la cessione della proprietà di una società sportiva riminese, ad agosto dello scorso anno: le Fiamme gialle riminesi hanno accertato che i nuovi amministratori avrebbero estinto in pochi giorni “ingenti debiti tributari e contributivi, per oltre 750.000 euro”, che sarebbero gravati da anni nei confronti di Erario, INPS e INAIL, “utilizzando in compensazione crediti d’imposta risultati inesistenti”. Crediti, sempre secondo quanto scoperto dalle Fiamme gialle, generati da una società con sede in provincia di Caserta, “la cui partita IVA risultava cessata”, e poi ceduti ad una seconda società, con sede a Caserta, che li avrebbe commercializzati sull’intero territorio nazionale, una parte sulla società riminese.
Sequestro milionario e crediti imposta falsi: le indagini delle Fiamme gialle
Dall’indagine emersi “concreti elementi sul coinvolgimento nella gestione di fatto della società sportiva di un soggetto indagato nell’ambito di altra indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno per i reati di associazione di tipo mafioso ed estorsione”, per i quali l’autorità giudiziaria aveva disposto un provvedimento di custodia cautelare in carcere. Per la società riminese il Tribunale locale, alla luce delle “molteplici condotte illecite accertate nella gestione, tra cui anche alcune operazioni ritenute distrattive ai danni dei creditori”, che hanno aggravato il dissesto della società è stato disposto il fallimento mediante apertura della procedura di liquidazione giudiziale.