Mamma trova la cocaina del figlio e denuncia: scoperta rete di spaccio tra la Brianza e Milano

Sei persone raggiunte da misure cautelari per spaccio, anche a Brugherio e Agrate Brianza: le indagini avviate dopo la denuncia di una mamma che ha trovato la droga del figlio
Un frame diffuso dai carabinieri sulla attività di spaccio
Un frame diffuso dai carabinieri sulla attività di spaccio Carabinieri di Milano

Tutto è partito dalla denuncia di una mamma che ha trovato una dose di cocaina, acquistata dal figlio, nel 2023. La donna ha fornito anche informazioni che si sono poi rivelate fondamentali per individuare gli spacciatori, che avrebbero fatto parte di una estesa rete che si diramava fino alla Brianza, a Brugherio e Agrate.

Sei le persone coinvolte, due italiani e quattro stranieri, tra i 21 e i 45 anni, tutti residenti o domiciliati nella provincia di Milano, colpiti da misure cautelari emesse dal Tribunale di Monza ed eseguite dai carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni. Uno è stato tradotto in carcere, due ristretti agli arresti domiciliari, uno ha il divieto di dimora in più comuni delle province di Milano e Monza e Brianza e due hanno l’obbligo di presentarsi alla Polizia giudiziaria.

La denuncia della mamma e sei persone indagate: spaccio anche tra Brugherio e Agrate

Dopo la denuncia della donna i militari della Sezione Operativa di Sesto San Giovanni si sono attivati con investigazioni tradizionali oltre che condotte attraverso l’analisi di sistemi di videosorveglianza e con intercettazioni telefoniche e ambientali e l’esame di tabulati telefonici che hanno portato a individuare due distinti gruppi di spacciatori che smerciavano prevalente cocaina.

Un primo gruppo composto da tre persone di nazionalità marocchina e una italiana sarebbero stati attivi tra i campi e i boschi di Cologno Monzese, Brugherio, Cernusco sul Naviglio e Agrate Brianza. Il secondo, composto da un italiano e un egiziano, a Cologno Monzese e Vimodrone.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati più di 22.500 euro in contanti. Due degli indagati sono stati arrestati anche con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Un altro è stato denunciato in stato di libertà per il medesimo reato.

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