Qui sono andati controcorrente. Perché si sono impuntati e hanno voluto parlare di pace. Un lampo nel buio di un presente fatto di guerre e di bombardamenti utilizzati con spietata disinvoltura come mezzo per la risoluzione di controversie internazionali. Milano Finanza, come certificato dal rapporto del Sipri, specifica come nel 2025 la spesa militare nel mondo abbia raggiunto quota 2.887 miliardi di dollari. Mai si era arrivati a simili livelli di follia.
Monza, l’artista Michelangelo Pistoletto invitato dall’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti
La sezione brianzola dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, invece, ha voluto parlare di pace preventiva. E lo ha fatto con il suo sostenitore, l’artista Michelangelo Pistoletto, 93 anni a giugno, nel 2025 candidato al Premio Nobel per la pace. L’invito rivolto da Aldo Fumagalli, presidente della sezione brianzola e vicepresidente nazionale Ucid, allo scultore, pittore, architetto e poeta nato a Biella, non è stato casuale. Anzi. Le opere di Pistoletto costituiscono la mostra UR-RA Unity of Religions-Responsability of Art, in svolgimento alla Villa Reale. C’è chi scientificamente semina odio e contrabbanda le guerre preventive come un male necessario. Pistoletto, al contrario, continua nell’utilizzare l’arte come forma di dialogo interreligioso e interculturale.

All’Ucid con Pistoletto: si è parlato anche della Carta di Monza
L’obiettivo finale del progetto, infatti, è la firma della Carta di Monza per l’Interreligiosità. Anche di questo si è parlato durante l’appuntamento sul tema «L’economia della pace preventiva. Arte, impresa e responsabilità sociale nel XXI secolo». La questione è stata discussa da Francesco Monico, filosofo e curatore della mostra, Markus Krienke, filosofo e docente universitario, Paolo Pilotto, sindaco di Monza, e dallo stesso Pistoletto. All’incontro ha preso parte anche Paolo Porrino, presidente nazionale Ucid. «Il denaro, inventato per commerciare – ha riconosciuto Monico -, è diventato il mezzo stesso per fare altri soldi. Già anni fa l’economista Claudio Napoleoni parlava di economia della pace».
«Tutte le guerre che stiamo vivendo – ha spiegato Pistoletto – sono guerre preventive. Noi abbiamo creato il tavolo della pace preventiva. Intorno a un tavolo ci si incontra, ci si capisce, si fanno amicizie. Ora la guerra non la si dichiara nemmeno più, la si fa e basta. Sembrava impossibile arrivare a questa situazione e invece ora ci siamo»
«Già Papa Francesco – ha commentato Krienke – aveva spiegato come non si potesse più accettare il concetto di guerra giusta, perché gli argomenti venivano strumentalizzati dalla politica».