Monza e Brianza: che cosa sta succedendo in Forza Italia

Le voci del partito, dal parlamento alla regione fino alla segreteria provinciale, a un mese dal congresso lombardo del partito.
È morto Silvio Berlusconi: il cordoglio davanti a Villa San Martino - foto Sara Colombo
È morto Silvio Berlusconi: il cordoglio davanti a Villa San Martino – foto Sara Colombo

Se il vento del rinnovamento che soffia nelle stanze romane di Forza Italia arriverà anche a Monza e Brianza lo si capirà tra qualche settimana.
A Monza e dintorni c’è chi è convinto che l’intervento della famiglia Berlusconi, che ha suggerito l’avvicendamento tra Maurizio Gasparri e Stefania Craxi sulla poltrona di capogruppo al Senato, avrà qualche ripercussione sul nostro territorio e c’è chi è certo che non provocherà scossoni. La prova del nove per comprendere se in Lombardia i pesi tra le correnti muteranno potrebbe arrivare dal congresso regionale, fissato per il 9 maggio: a Roma c’è chi vorrebbe bloccare l’assemblea, ultimo tassello della costruzione del partito avviata da Antonio Tajani dopo la morte di Silvio Berlusconi.

Monza e Brianza: Forza Italia e le due correnti del congresso regionale

Il congresso, ipotizza qualcuno, si svolgerà ma il coordinatore uscente Alessandro Sorte, al momento unico candidato, potrebbe trovarsi di fronte qualche sfidante. Attorno a Sorte si coalizza una delle due grandi correnti in cui si riconoscono gli azzurri locali: tra i suoi sostenitori figurano, tra gli altri, il capogruppo in Regione Fabrizio Figini e il coordinatore provinciale Luca Veggian. Alla seconda corrente, più vicina a Piersilvio e a Marina Berlusconi, aderiscono il deputato Fabrizio Sala e il sindaco di Limbiate Antonio Romeo. In una posizione autonoma si colloca il consigliere regionale Jacopo Dozio, approdato nella formazione meno di tre anni fa.

Monza e Brianza: Forza Italia, la regione e la provincia

Sulle eventuali rivoluzioni, piccole o grandi, che potrebbero modificare gli assetti interni il parlamentare è di poche parole: «Stiamo lavorando – si limita a dire – per costruire il partito nel migliore dei modi».

C’è chi, invece, è più loquace: «Il congresso regionale si farà perché Forza Italia ha bisogno di formarsi a partire dai territori – spiega Figinisi tratta di un passaggio necessario per chiudere una stagione avviata un paio di anni fa. Porterà tensioni tra chi ha visioni differenti, ma non vedo nulla di negativo mentre chi non ha le tessere o non è strutturato a livello locale preferisce le nomine dall’alto». «Oggi – aggiunge – stiamo vivendo una fase di rinnovamento anche se chi ne parla, magari, è nel partito da trent’anni. In ogni caso non c’è nessuno da rottamare».

«I suggerimenti della famiglia Berlusconi ci spronano a fare del nostro meglio – commenta Veggiani congressi sono fondamentali per strutturarci in modo democratico e contribuiscono ad allargare la base. Nel 2025 in Brianza abbiamo toccato i duemila tesserati e spero che gli iscritti possano crescere ulteriormente: questi numeri ci fanno ben sperare per le elezioni del prossimo anno, a partire dalle comunali di Monza».