L’editoriale del direttore Marco Pirola: «Quel paradosso di una politica sempre più assente»

L'editoriale del direttore responsabile del Cittadino, Marco Pirola, sull'edizione di giovedì 19 marzo 2026.
Editoriale
Editoriale giornalismo – immagine by freepick

Clamoroso nella sua normalità. Nella campagna per il referendum sulla giustizia che si tiene domenica e lunedì, i sostenitori del “no” riescono nell’impresa di fare politica… senza politici. Al loro posto, magistrati in prima linea, interviste, appelli e dichiarazioni. I partiti del no? Avvistati raramente, come panda in via d’estinzione.
Secondo fonti non confermate, alcuni esponenti politici avrebbero provato a esprimere un’opinione, ma si sarebbero ritirati dopo aver scoperto che il referendum prevede anche un risultato finale. “Meglio non rischiare”, spiegano ambienti prudentissimi, “la coerenza è sopravvalutata”.

Nel frattempo, il fronte del “no” procede compatto. Toghe ovunque, politici quasi nessuno. Un assetto innovativo che ribalta secoli di teoria istituzionale. I giudici commentano, i politici osservano. Prossimo passo, arbitri che giocano e giocatori che fanno il tifo. Negli ultimi appuntamenti calcistici abbiamo visto anche questo…

Dall’altra parte, il centrodestra, forse per distrazione, manda in campo ministri, parlamentari e amministratori locali. Gente che parla, si espone, rischia perfino di essere capita. Una scelta giudicata da molti eccessivamente audace nel panorama attuale. Una sorta di “strategia dell’invisibilità selettiva”: se non dici nulla, non puoi essere smentito. Un modello destinato a fare scuola, soprattutto in vista delle prossime elezioni, dove si prevede una campagna elettorale interamente basata sul silenzio.
Resta un dubbio tra gli elettori. Se i politici sfuggono al dibattito, chi governa il dibattito? Ma la risposta, assicurano tutti, arriverà dopo il voto. Forse…

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.