Era al telefono il conducente del tram che il 27 febbraio è deragliato a Milano provocando due vittime? L’uomo, cinquantenne muggiorese, ha dichiarato da subito di essere stato vittima di un malore respingendo l’ipotesi di una distrazione a causa del cellulare.
Tram deragliato a Milano, l’analisi del cellulare e il giallo dei secondi: l’anticipazione degli accertamenti
Secondo gli accertamenti della Polizia locale il macchinista del tram 9 sarebbe stato al telefono “almeno fino a dodici secondi prima che il suo mezzo saltasse una fermata imboccando lo scambio a velocità elevata”. Lo hanno scritto diversi quotidiani nazionali, anticipando gli esiti degli esami sul cellulare del tranviere.
Gli agenti della Polizia locale milanese sono al lavoro per allineare i tempi dell’uso del telefono a quelli dell’incidente, e decisivo sarà il momento dell’apertura della scatola nera.
Tram deragliato a Milano, l’analisi del cellulare e il giallo dei secondi: la difesa dell’autista
La difesa dell’autista, rappresentata dai legali Mirko Mazzali e Benedetto Tusa, ha respinto l’ipotesi: la comunicazione si sarebbe interrotta almeno un minuto e mezzo prima dello schianto contro un palazzo.
“La chiamata è durata 3 minuti e 40 secondi durante i quali il macchinista avrebbe parlato con il collega che gli aveva dato il cambio più o meno mezz’ora prima – si apprende da fonti d’agenzia – Lo stesso con cui, in piazza Oberdan, avrebbe sistemato la pedana per far salire a bordo una persona disabile, operazione che poi in zona stazione Centrale avrebbe fatto da solo, ferendosi al piede sinistro. A suo dire la causa del malore che mezz’ora dopo gli avrebbe causato la ‘sincope vasovagale’ che gli avrebbe fatto perdere i sensi“.
Il conducente è indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose.