Muggiò, la moglie del tranviere della tragedia di Milano: «In 35 anni mai un incidente, è distrutto»

Di Muggiò il tranviere che conduceva il mezzo pubblico che venerdì si è schiantato a Milano provocando due vittime e una cinquantina di feriti
Il Tribunale di Milano
Il Tribunale di Milano

«In trentacinque anni di servizio, Pietro non ha mai nemmeno fatto un graffio al suo tram: non riesce davvero a capacitarsi di come possa essergli accaduto». La moglie di Pietro M. risponde al citofono della loro abitazione, in un condominio: la domenica mattina è grigia, la via è deserta, la ferita ancora troppo fresca.
È muggiorese il tranviere che venerdì 27 febbraio, intorno alle 16, stava conducendo in via Vittorio Veneto a Milano, con destinazione Porta Genova, il tram che è poi deragliato all’angolo con via Lazzaretto, per cause ancora in corso di accertamento.

Di Muggiò il tranviere della tragedia di Milano: venti giorni di prognosi per un trauma cranico

L’uomo non ha comprensibilmente la forza di parlare, non sta bene, i postumi del trauma cranico non sono ancora stati smaltiti, la sua prognosi è di una ventina di giorni. Poi ci sarà da superare il trauma più profondo, quello che le ferite ha lasciato dentro.

«È stato un malore – spiega la moglie, che ha la pazienza e la gentilezza di non mandarci via – All’improvviso, mentre conduceva il tram, non è stato bene, si è sentito mancare e ha perso i sensi: quando è rinvenuto, si è ritrovato contro il muro». Lei lo ha saputo dalla televisione e dalle telefonate dei colleghi di Pietro: «Alla televisione ho riconosciuto il suo tram, il 9, deragliato, è stato terribile».

Muggiò, la moglie del tranviere della tragedia: “Uno sportivo, non riusciamo a capire cosa gli sia accaduto”

Il bilancio è di due morti e di una cinquantina di feriti, ma poteva essere ancora più grave:«Mio marito è uno sportivo, non riusciamo proprio a capire cosa possa essergli successo – prosegue la moglie – Siamo affranti, non possiamo fare altro che porgere le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime, ma sappiamo che è poco».
Allenatore di lunga data, Pietro infatti appare ancora in forma per avere sessant’anni, ma di fronte all’imprevedibile conta poco: «In trentacinque anni di servizio in Atm non gli è mai successo niente, mai un incidente, mai un intoppo di alcun genere: anche i suoi colleghi possono testimoniarlo. Pietro non ha nemmeno mai fatto un graffio al suo tram, ed ora invece è accaduto questo».

Muggiò, le condoglianze alle famiglie, aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose

Pietro ha spiegato di avere avuto un malore anche agli inquirenti che si stanno occupando delle indagini: all’inizio di questa settimana, la pm Elisa Calanducci, infatti, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose.

«Atm naturalmente da subito ha lavorato insieme alle autorità e continua a collaborare per fornire tutti gli elementi utili agli inquirenti affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto», ha commentato Alberto Zorzan, amministratore delegato Atm, che poi ha anche espresso vicinanza al suo dipendente: «Oltre a rinnovare il nostro cordoglio per le due vittime di questo gravissimo incidente e la nostra vicinanza alle persone ferite e coinvolte, anche al nostro tranviere, da subito a disposizione della magistratura».

Le indagini serviranno a chiarire se il sistema frenante non si è attivato per un difetto tecnico o per la troppo poca distanza tra il malore e il momento del deragliamento. È già stata anche richiesta una consulenza cinematica per comprendere l’esatta dinamica di quanto accaduto e se la velocità sia stata una delle cause del disastro. Un altro elemento utile alle indagini, infine, potrebbe arrivare dai video delle telecamere interne al tram e da quelle esterne, le cui immagini sono già state acquisite.

L'autore

Classe 1979, sono giornalista e scrittore. Al Cittadino dal 1998, mi occupo di politica, amministrativa ed economia. I miei romanzi sono stati pubblicati da Acar Edizioni: L’ultimo confidente (2015), Il cartello dei Balcani (2017), Il cacciatore di narcos (2019).