Gp d’Italia, a Monza come l’ingresso in un privé: l’autodromo che assomiglia a Sakhir
Brexit e Gp, un furgone nel paddock

Gp d’Italia, a Monza come l’ingresso in un privé: l’autodromo che assomiglia a Sakhir

Tutti distanti tra loro, molti distanti anche dal circuito. Così il lungo weekend della Formula 1 in Brianza prende forma in un inusuale deserto di pubblico. Con stile british, ma poca passion

No, non è il Bahrein. Ma il deserto del paddock potrebbe trarre in inganno. Monza che si veste da Sakhir è il risultato di un impianto blindato e osservante ai rigidi precetti del distanziamento e delle necessarie precauzioni. Nessuna ressa ad accogliere i piloti, con i tifosi sin qui diligenti anche nel restare – più o meno – al metro di distanza raccomandato. Così soprattutto alle vie di accesso dell’impianto, ancora di più per chi accede al circuito e si affaccia al paddock. A cui, per dirne una, manca la passerella di accesso realizzata un paio di anni fa per consentire ai piloti di sottrarsi al morboso abbraccio degli appassionati. Tutto regolare, tutto educato e da protocollo. Molto british e poco passion. Anche gli stessi motorhome, per chi ha la possibilità di arrivarvi a ridosso, sono per lo più ad ingresso su invito. Dei privé nel salotto già ristretto del paddock, che fa di questa Formula 1 un contesto ancora più ristretto e chiuso in se stesso. Questa volta per necessità e non per scelta.


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