Sicurezza e videosorveglianza nel Vimercatese: bene Villasanta e Brugherio, Vimercate no
Telecamere a Vimercate

Sicurezza e videosorveglianza nel Vimercatese: bene Villasanta e Brugherio, Vimercate no

Come funziona la videosorveglianza del Vimercatese? Il Cittadino è andato a vedere. A Vimercate il sistema è quasi inesistente, bene Villasanta e Brugherio. Le telecamere sono uno strumento fondamentale nelle indagini.

La falla è nota anche alla prefettura: Vimercate non ha un vero sistema di videosorveglianza. Sebbene abbia oltre 30mila abitanti. Il dato spicca ancora di più se si considera che centri urbani più piccoli e magari meno complessi da gestire sono provvisti di impianti più o meno sofisticati.

Vimercate in qualche modo li sfrutta per cercare di fare fronte alla sue lacune. Così capita che per reati commessi in città si provi a frugare tra le registrazioni di Cavenago o di Usmate Velate, nella speranza che il balordo di turno si sia diretto da quella parte con lo scooter descritto dai testimoni.

Il sistema fa acqua, è comprensibile, e talvolta fa la differenza tra un caso risolto e un criminale libero. Un esempio su tutti: il brillante arresto del rapinatore della farmacia di via Passirano. A un mese dal colpo, i carabinieri del Norm di Vimercate hanno identificato il colpevole e un aiuto indispensabile è arrivato dalle telecamere. Quella della farmacia e quelle del Traffic Scanner di Brugherio, città in cui il soggetto risiedeva al momento del colpo. Se il rapinatore non fosse passato da Brugherio, ai militari sarebbe mancato un tassello.

Il problema pesa quotidianamente. Dalle rapine in mezzo alla strada alle omissioni di soccorso, in numerosi casi si è rimpianta l’assenza di un sistema efficace. Quando le testimonianze combaciano con l’arco temporale, per esempio, l’immagine di una telecamera è il terzo, determinante elemento. Per quanto sia impossibile immaginare un occhio elettronico in ogni angolo, anche solo la copertura degli obiettivi sensibili farebbe la differenza: centro città, scuole, posta, accessi alle grandi arterie, strutture sanitarie.

«Il problema – spiega il sindaco Francesco Sartini intervistato dal Cittadino – è che l’impianto che è stato fatto finora in città non è coordinato, non è diffuso, né segue un sistema comune. Basti pensare che anche i tipi di telecamere usati sono tutti diversi. In questi mesi abbiamo ricevuto dai cittadini molte proposte riguardo alla videosorveglianza. Intendiamo quindi realizzare un progetto per l’anno prossimo».

Nelle settimane scorse la polizia locale di Villasanta ha identificato due diversi automobilisti che hanno danneggiato elementi di arredo urbano e segnaletica dandosi poi alla fuga. Il patrimonio pubblico viene così risarcito, senza spese per le casse comunali.

L’impianto, completamente rinnovato dalla giunta Ornago dopo anni di inattività, è dotato di 30 apparecchi che diventeranno 60 l’anno prossimo e 80 quello successivo. In poco più di un anno hanno immortalato il rapinatore della Coop in scooter la scorsa primavera, svariati ladri di biciclette, danneggiamenti del patrimonio pubblico da parte di veicoli e l’investimento di un bambino (senza gravi conseguenze).

«In quest’ultimo caso - ha spiegato il comandante della locale Maurizio Carpanelli - le registrazioni sono riuscite a scagionare completamente l’automobilista. È chiaro che la qualità è decisiva, soprattutto per la lettura di una targa».

Meglio non parlare di qualità ad Arcore dove funzionano 5 telecamere su 30. Buoni risultati invece a Usmate.
Cavenago, nella primavera 2014, ha debellato una banda di spacciatori di paese che avevano letteralmente colonizzato la piazza del mercato. Hanno collaborato i carabinieri e i vigili, dotati di un impianto che ha inchiodato i pusher.

Brilla Brugherio, provvista del Traffic Scanner per la lettura delle targhe, dotata di un sistema di videosorveglianza con decine di apparecchi e di un sofisticato sistema anti-intrusione al cimitero che ha pressoché azzerato i furti di rame. E aveva permesso di localizzare il passaggio in moto di Claudio Giardiello dopo aver sparato a Palazzo di Giustizia di Milano nell’aprile 2015. Era diretto a Vimercate, alle Torri Bianche, dove era stato arrestato dai carabinieri.


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