Sorpresa nel parco di Monza: trovati esemplari di Boletus satanas, funghi tossici mai documentati
Il fungo tossico

Sorpresa nel parco di Monza: trovati esemplari di Boletus satanas, funghi tossici mai documentati

La sorpresa durante l’ultima rassegna micologica alla Cascina San Fedele: un visitatore è arrivato con alcuni esemplari di un boleto che lui stesso aveva riconosciuto come Boletus satanas raccolti nel parco di Monza. Una presenza mai documentata in 40 anni. Attenzione perché è una varietà tossica.

Quando si è presentato alla rassegna micologica indetta dal Gruppo Vittadini che si è svolta da sabato a lunedì pomeriggio alla Cascina san Fedele, all’interno del parco di Monza, gli esperti non credevano ai loro occhi. Il visitatore, di nome Fabrizio, aveva nel suo cestino alcuni esemplari di un boleto che lui stesso aveva riconosciuto come Boletus satanas. I micologi hanno subito chiesto di essere accompagnati sul luogo del ritrovamento per vederci chiaro. Fabrizio li ha immediatamente condotti nella zona del parco e ha mostrato loro dove li aveva raccolti e in quel momento i dubbi si sono fugati.

Per gli intenditori è stata un’autentica sorpresa poiché il Rubroboletus satanas è una specie diffusa al centro-sud e sull’Appennino. Nel Nord Italia non è facile da trovare anche se alcuni esemplari si possono rinvenire nelle coline moreniche vicino ai laghi brianzoli.

Nel parco di Monza, invece, la sua presenza non è mai stata documentata in quarant’anni di attività da parte del gruppo che ha definito il ritrovamento “una novità molto interessante”.

Il Rubroboletus satanas è un fungo di grosse dimensioni, con il cappello bianco grigiastro con sfumature olivastre, pori gialli che presto diventano arancio-rossi, gambo obeso, spesso a forma di pera nell’adulto e carne che vira al blu al taglio. L’odore è debole nei giovani esemplari ma diviene presto sgradevole. Attenzione, però. Questo fungo è tossico e provoca sindrome gastroenterica.
Nell’Italia meridionale c’è chi lo consuma dopo averlo “trattato”, ma gli esperti sconsigliano vivamente di adottare tali pratiche.


© RIPRODUZIONE RISERVATA