Scuole superiori in presenza, al Mosè Bianchi di Monza 27 classi in Dad per 2 in quarantena: le nuove regole
Monza: l’ingresso dell’istituto Mosè Bianchi (Foto by Fabrizio Radaelli)

Scuole superiori in presenza, al Mosè Bianchi di Monza 27 classi in Dad per 2 in quarantena: le nuove regole

Il Mosè Bianchi di Monza si è trovato 27 classi in Dad, didattica in distanza, per 2 in quarantena. E non è un caso isolato. Per questo i dirigenti hanno scritto all’Ats che ha dato nuove indicazioni.

Oltre un’ottantina di dirigenti scolastici della Brianza hanno chiesto chiarimenti ad Ats nei gironi scorsi, con una lettera, sulla gestione dei docenti nei casi di positività al Covid 19 tra gli alunni. Indicazioni che, per ora, sono arrivate. I problemi sono nati perché, dopo la ripresa delle lezioni in presenza, le nuove disposizioni prevedono di “isolare” non solo gli studenti delle classi in cui si verificano i casi, ma anche tutti i docenti entrati in contatto con quella classe. Quindi, a cascata anche le classi rimaste senza docenti “isolati” sono tornate a seguire le lezioni da remoto.

«Stando alla precedente indicazione con sole 2 classi in quarantena avevo ben 27 classi in didattica a distanza perché oltre una dozzina di docenti erano in isolamento - spiega Guido Garlati, dirigente del Mosè Bianchi e referente per l’ambito 27, cioè tutte le scuole superiori della Brianza - e il personale non era sufficiente per garantire l’attività a tutti gli studenti. Stamattina Ats ci ha comunicato i nuovi comportamenti in caso di positività: sono in isolamento solo gli alunni e i docenti no, a meno che il caso sia legato a una delle nuove varianti e, comunque è Ats che ci deve comunicare l’eventuale isolamento del docente, fino ad allora può continuare l’attività in presenza».

Con questo chiarimento molte scuole possono tirare un sospiro di sollievo, perché il rischio di avere numerose classi in remoto rappresentava un grosso problema. La situazione, purtroppo, è in continua evoluzione e Ats e scuole devono lavorare in sinergia per continuare a mantenere aperti i plessi scolastici.

«Con questa nuova indicazione domani molti professori e alunni potranno rientrare - conclude Garlati - in presenza. A oggi ho circa una ventina di casi tra alunni e personale, una dozzina di classi in remoto e nove docenti a casa». A meno di un mese dalla riapertura delle scuole superiori la situazione dei contagi è ancora in evoluzione, dirigenti, docenti e personale sono in attesa dei vaccini, strumento fondamentale per superare questa fase.

Mentre le scuole superiori rischiano nuove forzate chiusure, per i casi di contagio, il movimento “La scuola è solo in presenza” nel pomeriggio di venerdì 26 febbraio sarà in arengario, alle 17.30, per ricordare l’importanza di garantire l’apertura delle scuole.


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