Scuola: a  Monza boom di iscritti ai licei artistici e musicale, ma c’è un problema di spazi
Le iscrizioni scolastiche per l’anno nuovo (Foto by Fabrizio Radaelli)

Scuola: a Monza boom di iscritti ai licei artistici e musicale, ma c’è un problema di spazi

Primi dati di Monza sulle iscrizioni alle scuole superiori con la sorpresa dei licei artistici e musicale. Ma c’è un problema di spazi: il Mosè dovrà quasi certamente rinunciare a via Grossi. Forse la succursale sarà agli Artigianelli.

Il riscatto delle arti a scuola: a Monza boom di iscrizioni al liceo artistico Nanni Valentini e al liceo musicale Zucchi. I futuri alunni delle classi prime delle scuole superiori sono affascinati dalla creatività e dalle materie umanistiche.

Stando ai dati delle scuole cittadine il quadro che emerge quest’anno, per i licei classico e scientifico è stabile, mentre si è registrato un boom di richieste al Valentini, tanto che 19 ragazzi non sono stati accettati perché non ci sono spazi sufficienti, come al liceo artistico dell’istituto Preziosissimo Sangue che ha ricevuto un buon numero di iscrizioni, tanto che si confermano tre sezioni corpose e una lista d’attesa.

Anche l’indirizzo musicale del liceo Zucchi ha ricevuto ben 47 domande d’iscrizione ma il corso è solo uno e prevede al massimo 25 alunni.

«C’è stato un forte incremento per il percorso musicale – conferma Rosalia Natalizi Baldi, la dirigente del liceo - Il nostro è l’unico di tutta la provincia, ho dovuto dirottare famiglie a Magenta. Si dovrà pensare, nel futuro, a dare una sede decorosa a quest’indirizzo. Anche il classico si conferma con un buon numero di iscrizioni che permette di continuare con le sei prime».

Anche allo Zucchi inizia a farsi strada la necessità di nuovi spazi, problema che il Valentini da anni affronta.
«Non abbiamo più spazio. Escono otto classi quinte, faremo lo stesso numero di prime - spiega Guido Soroldoni, dirigente del liceo di via Boccaccio - e, a malincuore 19 studenti non li abbiamo potuti prendere. Tra la sede e la succursale agli Artigianelli non c’è più un’aula disponibile».

La questione mancanza di aule investe anche il Mosè Bianchi che oltre alla sede storica occupa anche gli spazi in via Tommaso Grossi, nella sede istituzionale della provincia. «In via generale confermiamo le classi dello scorso anno - spiega Guido Garlati, preside del Mosè - abbiamo registrato una lieve flessione nel corso del turismo e un aumento per l’Afm (amministrazione finanza e marketing). Anche il corso Cat (ex geometri) ha registrato un leggero aumento e faremo ancora due sezioni».

E poi: «Il prossimo anno, molto probabilmente, non avremo più la succursale di via Grossi. Le sei aule che abbiamo saranno spostate altrove. Forse nella sede di via Magenta, dove già si trova il biennio dell’Hensemberger e alcune classi del Valentini. Non abbiamo ancora certezza però».

Per i corsi tecnici l’Hensemberger ha registrato un boom nel corso di meccanica, mentre gli altri indirizzi sono stabili. «Abbiamo avuto più richieste del previsto- commenta Lina Ieracitano, preside- tanto che alcuni sono stati dirottati su altre scuole, non avevamo più spazio». Tutte le superiori sono in sofferenza, anche il Porta, che conferma le stesse iscrizioni dell’anno passato necessita di trovare una soluzione rispetto alla commistione con la media Bonatti.

Stabili le iscrizioni all’Olivetti, al Guastalla, al Mapelli, al Ferrari. Anche all’istituto Maddalena di Canossa il liceo economico sociale con curvatura internazionale ha registrato un boom tante che la scuola non ha potuto accogliere tutti. Bene anche scienze applicate e scienze umane con la nuova curvatura LaboratorialMente in crescita rispetto al passato.

Per risolvere il problema degli spazi la provincia sta aspettando i dati ufficiali sulle iscrizioni per poi fare una ricognizione degli spazi così da avere un quadro completo dei reali bisogni e esigenze delle singole scuole.


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