Riassetto del trasporto pubblico locale, la rabbia di Milano e del Pd: «Vogliono trasformare Atm in Trenord»
Un presidio del Pd sotto Regione Lombardia

Riassetto del trasporto pubblico locale, la rabbia di Milano e del Pd: «Vogliono trasformare Atm in Trenord»

LEGGI L’emendamento - È dura la reazione di Milano e del Pd regionale al via libera da parte del Consiglio Regionale della Lombardia al riassetto della governance dell’Agenzia di Bacino del Trasporto Pubblico Locale Milano Lodi Monza Pavia.

È dura la reazione di Milano e del Pd regionale al via libera da parte del Consiglio Regionale della Lombardia all’emendamento alla Legge di Semplificazione che modifica gli assetti della governance dell’Agenzia di Bacino del Trasporto Pubblico Locale Milano Lodi Monza Pavia.

«La Lega vuole trasformare Atm in Trenord e distruggere il trasporto pubblico locale – ha commentato Pietro Bussolati, consigliere regionale in Lombardia e capogruppo PD in commissione Trasporti - Nonostante l’opposizione del Gruppo PD Lombardia, la Lega ha approvato una legge che toglie a Milano metropolitana la maggioranza dell’agenzia di bacino del trasporto pubblico: così potranno legarci meglio, rallentarci e entrare a gamba tesa sugli interessi dei cittadini milanesi ogni volta che vorranno. La Lega continua a usare Regione Lombardia come una clava politica per bastonare Milano e l’amministrazione di centrosinistra, fregandosene dei cittadini (fosse per la Lega a quest’ora il biglietto unico integrato non esisterebbe). Insomma, invece che migliorare quel che non funziona provano ad affossare quel che funziona» per fini, definiti, politici in vista delle prossime elezioni comunali (nel 2021). «A rimetterci come sempre saranno i cittadini», chiosa Bussolati.

È una modifica sbagliata secondo il consigliere cesanese Dem Gigi Ponti: «La Giunta regionale ha deciso di modificare con un blitz le agenzie del trasporto pubblico locale mettendo a rischio l’efficienza del servizio e creando confusione. Siamo almeno riusciti a ottenere che si apra da subito un tavolo che entro tre mesi, coinvolgendo gli enti locali e le agenzie, elabori la revisione della legge quadro sui trasporti. Mi auguro che quello sia il luogo in cui si possano affrontare i temi del trasporto pubblico con maggiore equilibrio e senza volontà punitiva verso il Comune di Milano».

«Fino a ieri c’era con Regione una sorta di gentleman agreement sui trasporti. Loro si occupavano di Trenord, il Comune di Milano di trasporto pubblico locale (metropolitane, tram e bus). La differenza di risultati è sotto gli occhi di tutti – ha commentato l’assessore milanese ai trasporti, Pierfrancesco Maran - Oggi questo patto si è rotto perché Regione ha votato una norma che toglie al Comune la maggioranza nell’Agenzia di bacino del trasporto pubblico. Il rischio e la volontà è di ridurre la distanza tra treni e metropolitana non migliorando i treni ma imbrigliando Atm. Bisogna tenere alto il livello di Milano, bisogna che gli utenti dei treni abbiano finalmente servizi decorosi».

Critiche anche le altre opposizioni in consiglio regionale. «La legge - ha dichiarato il consigliere Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti) - ci vede contrari, perché è stata utilizzata come “veicolo” per inserire delle modifiche normative non coerenti con l’obiettivo di una legge per le semplificazioni».

Sulla stessa linea il consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza Dario Violi (M5S): «Questa Legge – ha detto – non semplifica la vita ai cittadini, ma fa l’esatto contrario».


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