Monza: taglio del nastro per l’orto-vigneto, il futuro borgo rurale di via Papini - VIDEO
Monza inaugurazione orto Tutti giu per terra (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza: taglio del nastro per l’orto-vigneto, il futuro borgo rurale di via Papini - VIDEO

VIDEO - Tutti in prima fila per il taglio del nastro: domenica 20 maggio è stato inaugurato ufficialmente il progetto di orto-vigneto di via Papini che, con una lunga lista di protagonisti attivi, punta a diventare un borgo-rurale che sarà spazio didattico e inclusivo per persone con disabilità, studenti, richiedenti asilo e anziani.

Adesso sarà la natura a fare la sua parte. Perché tutto il resto è pronto. I tempi non sono ancora maturi per frutta, verdura e bottiglie di vino. Anzi, per quest’ultime bisognerà attendere almeno un paio d’anni. Ma un brindisi è già stato fatto, domenica 20 maggio, con il taglio ufficiale del nastro che ha di fatto sancito l’unione d’intenti tra una lunga schiera di partner. In località della Gera, al quartiere Libertà di Monza, si sono ritrovati tutti: onlus Tavecchio, Gruppo Meregalli, “L’arte di amarsi”, Csv Monza Lecco Sondrio, la Scuola agraria del parco di Monza, Desbri, gli istituti Borsa e Mapelli, Social time onlus, Villasanta Attiva, Il Salto asd, Associazione paraplegici, Us Tremolada, Comune di Monza e Brianzacque, azienda che con Acsm Agam, Enerxenia, Leroy Merlin e L’erbavoglio, ha scelto di sostenere il progetto.

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Monza inaugurazione orto Tutti giu per terra

Monza inaugurazione orto Tutti giu per terra
(Foto by Fabrizio Radaelli)


Una giornata di festa, dove anche il tempo, alla fine, è stato “partner” e ha concesso tregua, come buon auspicio. Nel frattempo la schiera di attori coinvolti nel progetto dell’orto-vigneto di via Papini continuerà a rimboccarsi le maniche, per prendersi cura di quei 4mila metri quadrati di proprietà della Fondazione Alessio Tavecchio e messi a disposizione per la realizzazione di una sorta di borgo-rurale che sarà in primo luogo spazio didattico e inclusivo per persone con disabilità, studenti, richiedenti asilo e anziani.

A “vigilare” sugli spazi ci saranno anche un contadino (laureato in scienze ambientali), l’enologo del Gruppo Meregalli e i docenti della scuola di Agraria. Ma tutto il quartiere sarà chiamato a diventare parte integrante del percorso, in un’ottica di condivisione e responsabilità. E in questa chiave è arrivata anche la proposta dell’adozione di una delle 500 barbatelle della vigna. Le porte sono aperte anche a nuovi volontari.


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