Monza: prova ad anticipare il terzo vaccino al quinto mese, glielo ritardano di tre settimane
L’hub vaccinale di Monza (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza: prova ad anticipare il terzo vaccino al quinto mese, glielo ritardano di tre settimane

Aveva appuntamento per la terza dose booster il 10 gennaio ma ha provato ad anticipare l’appuntamento a Monza dopo la possibilità di anticipare l’iniezione a cinque mesi. Risultato? La farà tre settimane più tardi.

Se la prenotazione per la terza dose di vaccino è già stata effettuata meglio non avere ripensamenti. Se si cancella l’appuntamento pensando di ottenerne uno a più breve scadenza si rischia di ottenere l’effetto contrario. Lo sa bene una nostra lettrice monzese che ci ha raccontato la sua esperienza non proprio positiva.

«Mio marito 74enne, che ha ricevuto la seconda dose di Astra Zeneca il 9 luglio, aveva prenotato ai primi di novembre la dose booster per il 10 gennaio 2022 all’hub vaccinale ex Philips -afferma- Poi, nei giorni scorsi, quando è stato comunicato ufficialmente che coloro che avevano completato il ciclo vaccinale da almeno cinque mesi potevano fissare un nuovo appuntamento, ha deciso di riprovare pensando di poter anticipare la data della somministrazione del vaccino. Del resto, nostra figlia che abita a Milano era riuscita ad accorciare i tempi dell’appuntamento ottenendo una data più ravvicinata rispetto a quella scelta in precedenza».

LEGGI il rischio rinvii

Per il signore monzese, invece, le cose sono andate diversamente: la somministrazione della terza dose gli è slittata di diciannove giorni. Ora dovrà presentarsi al centro vaccinale il 29 gennaio. «Probabilmente abbiamo peccato di ingenuità-riprende la moglie-ma eravamo convinti che la riduzione del lasso di tempo fra seconda e terza dose avrebbe portato a un appuntamento più ravvicinato. Il problema è che, avendo effettuato la cancellazione della prima data, il sistema di prenotazione ci ha obbligato ad accettare la seconda, senza possibilità di ulteriori correzioni».

«Il posticipo è stato di diciannove giorni, non di mesi -conclude la lettrice- però non mi sembra molto logico. Se si sono accorciati i tempi tra una dose e l’altra perché ritardare gli appuntamenti?».


© RIPRODUZIONE RISERVATA