Le città spettrali nel lockdown fotografate a Seregno e Brugherio
Seregno - Il sottopasso di via Sciesa (Foto by Paolo Colzani)

Le città spettrali nel lockdown fotografate a Seregno e Brugherio

A Seregno aperta una mostra al Museo Vignoli di via De Nova degli scatti realizzati con uno smartphone dall’architetto Carlo Silva. A Brugherio, il fotografo Marco Ribolini e l’ex comandante della polizia locale Pierangelo Villa hanno realizzato un album fotografico.

«È nato tutto un po’ per caso. Dopo averle scattate, ho pubblicato alcune fotografie sulla mia pagina di Facebook. Il sindaco Alberto Rossi mi ha quindi chiesto se poteva utilizzarne un paio per accompagnare i suoi post, mentre l’assessore alla Cultura Federica Perelli mi ha proposto l’idea della mostra, che fin lì non avevo considerato. Ho quindi accettato di buon grado».

Carlo Silva, architetto seregnese, fino al 2017 responsabile della grafica, dell’immagine coordinata e dell’archivio fotografico della direzione generale agricoltura della Regione Lombardia, riassume così l’origine del progetto della sua mostra fotografica, aperta da sabato 6 giugno al Museo Vignoli di via De Nova a Seregno. “Il grande silenzio. Fotografie della Seregno deserta ai tempi del Coronavirus” è l’emblematico titolo, che accompagnerà le immagini in esposizione, tutte in bianco e nero. «Sono scatti che ho realizzato con il mio cellulare -continua l’autore, che giusto pochi mesi fa, nella galleria Mariani di via Cavour, era tornato protagonista di una rassegna nella sua città natale, promossa a beneficio dell’Unicef, e che vanta un’esperienza consolidata, coronata da riconoscimenti in serie-, durante il periodo del confinamento, tutte rigorosamente in uscite consentite, come per recarmi a comperare il pane, al supermercato o in farmacia. Proprio per questo, non ho portato con me la mia macchina fotografica e mi sono limitato allo smartphone».

Seregno - La piazza Risorgimento deserta

Seregno - La piazza Risorgimento deserta
(Foto by Paolo Colzani)

La carrellata già pubblicata su Facebook, è circoscritta a poco più di una decina di fotografie che documentano una realtà spettrale, a causa principalmente dell’assoluta assenza di presenze, in contesti urbani che invece, in frangenti normali, sono sempre molto frequentati: si va dalla piazza Risorgimento alla piazza Roma, dal sottopasso di via Sciesa al capannone dell’ex Pirelli, dal corso del popolo alla piazza Italia, dalla via allo stadio alla via Oriani, a mero titolo di esempi. «La colonna sonora è il grande silenzio che ha dominato questi ambienti -conclude Silva -. Ho realizzato in cinque uscite sessanta fotografie, con le quali ho anche prodotto un video, accompagnato da musica classica, di cui ho già offerto un lancio sulla mia pagina di Facebook. Nel suo piccolo, questo lavoro servirà per documentare un anno terribile per la nostra comunità, a causa della pandemia che, purtroppo, stiamo ancora affrontando».

Visite (libere) saranno possibili fino al 5 luglio (orari: tutti i giorni dalle 17 alle 20, la domenica anche dalle 10 alle 12). Gli accessi saranno contingentati ed a tutti è fatto obbligo di indossare la mascherina. Per prenotazioni (facoltative) scrivere ad [email protected]

Un’iniziativa identica è stata realizzata anche a Brugherio, un album fotografico che racconta il lockdown in città, con scatti professionali che chiunque potrà scaricare, stampare e tenere in memoria di un evento storico. A realizzarlo sono stati il fotografo Marco Ribolini e l’ex comandante della polizia locale Pierangelo Villa, fresco di pensione e da sempre interessato all’arte e dalla fotografia, che si è occupato dei testi. Con Riboli ha collaborato tanti anni per documentare interventi ed eventi organizzati dal comando di via Quarto.

Brugherio, un cane alla finestra

Brugherio, un cane alla finestra
(Foto by Valeria Pinoia)

«Dall’inizio di questa emergenza -ha raccontato Villa- ho visto dalla mia finestra di casa, affacciata sulla centralissima piazza Roma, che questa epidemia sarebbe stata un evento epocale. Da qui l’idea di immortalarla, soprattutto pensando ai bambini, quelli di 7-8 anni che hanno vissuto una situazione eccezionale che ricorderanno per sempre».

Ribolini ha accettato la sfida e si è occupato della parte artistica, affidandosi al comandante e alla sua conoscenza del territorio per la scelta dei luoghi da ritrarre con la macchina fotografica. L’idea del bianco e nero non ha lasciato dubbi e anche quella di rinunciare al fotoritocco in post produzione: «ho voluto riprendere la verità», ha chiarito il fotografo, spiegando il concept del progetto.

La cerimonia del 25 aprile a Brugherio

La cerimonia del 25 aprile a Brugherio
(Foto by Valeria Pinoia)

L’album “Brugherio in lockdown”, fotograficamente interessante per qualunque osservatore, «nasce però come un racconto fatto da due brugheresi per i brugheresi. Abbiamo scelto i luoghi che le persone riconoscono e ricordano nelle consuete condizioni quotidiane. Questo racconta le differenze tra la normalità e i giorni della pandemia». Dei circa 100 scatti realizzati, una selezione farà parte di un libro fotografico. Le prime tre copie andranno al Comune, a Villa e al negozio FotoRibo del professionista, “qui in negozio tutti potranno sfogliarlo quando lo vorranno -ha spiegato il commerciante- ma anche ora è possibile trovare gli scatti sulla mia pagina Facebook FotoRibo. Dietro questa iniziativa non ci sono scopi commerciali, le fotografie non sono neanche firmate col nostro logo proprio perché ognuno possa farle sue. Sto valutando di produrre gli album cartacei da vendere, ma a prezzo di costo, per chi lo volesse».


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