Treni tra giunti rotti e guasti a raffica, i pendolari scrivono a Rfi: «Serve manutenzione». Altro mercoledì da incubo sulla Lecco-Milano
Il momento della rimozione della campata, interessata dal cedimento di un binario, al 'punto zero' lungo la linea ferroviaria dove è avvenuto il deragliamento del treno di Trenord a Pioltello

Treni tra giunti rotti e guasti a raffica, i pendolari scrivono a Rfi: «Serve manutenzione». Altro mercoledì da incubo sulla Lecco-Milano

Preoccupati, insoddisfatti. E anche stufi. Sono i pendolari lombardi, e brianzoli in particolare, che hanno preso carta e penna e scritto una lettera aperta a Rfi per chiedere interventi urgenti di ammodernamento sulla rete ferroviaria dopo l’ennesimo giunto rotto che ha causato l’interruzione della linea Cremona-Treviglio-Milano. Solito mercoledì nero, infine, per i pendolari da Lecco per Milano via Carnate-Arcore-Monza.

Non c’è pace per i pendolari lombardi. Che siano rotture o guasti ai treni o all’infrastruttura, compiere il viaggio tra casa e il posto di lavoro o la scuola sta risultando ogni giorno più faticoso in questo primo scorcio di autunno. E per questo tutti i comitati dei pendolari lombardi hanno sottoscritto un documento per chiedere a Rfi lumi sulla sicurezza dei viaggiatori. «Alcuni recenti episodi, rotture di giunti o di rotaie che siano, hanno causato apprensione in molti viaggiatori. Non vogliamo farla facile e non vorremmo creare allarmismo, tuttavia è il momento di fare una riflessione sullo stato dell’infrastruttura ferroviaria lombarda, soprattutto la parte assegnata a Rfi - hanno messo nero su bianco i portavoce dei viaggiatori . La situazione è ben lontana dall’essere soddisfacente, sia per quanto riguarda i guasti sia per quanto riguarda le prestazioni della rete. I guasti agli impianti avvengono con frequenza problematica, con ripercussioni quotidiane su uno o più settori della rete, spesso con più guasti in contemporanea o a distanza ravvicinata».

Le carrozze incidentate a Pioltello

Le carrozze incidentate a Pioltello

L’ultimo giunto rotto

Il nuovo campanello di allarme sui binari troppo fragili è stato lanciato nel pomeriggio di domenica 13 ottobre sulla linea Cremona-Treviglio-Milano, la stessa lungo cui è avvenuto il deragliamento di Pioltello il 25 gennaio 2018 e dove si è rischiato un nuovo, simile, incidente: un giunto ha ceduto nel tratto compreso tra Crema e Casaletto Vaprio e soltanto la prontezza di riflessi e la capacità del macchinista, che ha innescato prontamente la frenata di emergenza, ha evitato che il cedimento avesse conseguenze sul convoglio e sui passeggeri. Su quest’episodio sta ora indagando la Procura di Cremona e il rapporto per conoscenza è stato trasmesso anche ai magistrati milanesi che stanno indagando sulla strage di Pioltello. Cedimenti simili sono stati poi segnalati anche nei mesi successivi alla strage, compreso uno a Carnate. «Ci attendiamo che Rfi spieghi con chiarezza cosa è successo sulla linea ferroviaria Cremona-Treviglio - ha detto subito dopo l’assessore regionale alle Infrastrutture, Claudia Maria Terzi -. La gestione dell’infrastruttura ferroviaria è in capo a Rfi, dunque alle Ferrovie dello Stato, dunque al Governo. La Lombardia non può più aspettare. Molti disagi che subiscono quotidianamente i pendolari sono imputabili proprio alle condizioni della rete».

Una rete fragile

«Si segnalano in particolare frequenti guasti ai passaggi a livello, in genere sempre agli stessi, segno di una scarsa efficacia degli interventi messi in campo, come se fossero delle pezze - proseguono i pendolari -. I guasti e le inefficienze della rete ormai competono con le cause proprie delle imprese ferroviarie, segnatamente Trenord, per il non invidiabile primato nell’origine del maggior numero di cancellazioni e ritardi dei treni. Sulle prestazioni, la rete è palesemente inadeguata o per problemi all’armamento o per l’organizzazione della circolazione non pensata per un traffico intenso, soprattutto sulle principali direttrici e sull’intero nodo di Milano. La maggior parte delle deviate sono percorribili a 30 Km/h come e più di cent’anni fa e tale limitazione è estesa a lunghi tratti in avvicinamento e in uscita dai deviatoi».

Le linee in sofferenza

«Ci sono linee come la Monza-Molteno-Lecco che da anni patiscono rallentamenti in diverse tratte, al momento ci risulterebbe in ben quattro sezioni, per via dell’armamento usurato e inadeguato, con inevitabili e quotidiane ripercussioni sulla capacità dei treni di rispettare l’orario - argomentato ancora i rappresentanti dei viaggiatori -. A Rfi chiediamo un impegno reale, non solo nelle slide, per una efficace manutenzione programmata affinché gli interventi non siano una rincorsa dei guasti, sempre più in affanno. Tale impegno è ampiamente giustificato dalla mole di traffico in Lombardia e dal conseguente introito in pedaggi».

Il treno con le porte guaste che ha accumulato un ritardo di 45 minuti prima di fermarsi definitivamente a Carnate lasciando a terra i viaggiatori

Il treno con le porte guaste che ha accumulato un ritardo di 45 minuti prima di fermarsi definitivamente a Carnate lasciando a terra i viaggiatori


E in questo particolare periodo dell’anno chi sta pagando dazio per un servizio inefficiente, fatto di ritardi e cancellazioni continue, sono proprio i pendolari che dal Lecchese devono recarsi a Milano (e viceversa). L’ultimo episodio si è registrato nella mattinata di mercoledì 16 ottobre quando treni in ritardo, strapieni se non addirittura cancellati hanno caratterizzato gli spostamenti. Il treno da Lecco alle 6.37 in viaggio con ben 45 minuti di ritardo a causa di un «guasto al sistema di chiusura delle porte di alcune vetture» che ha poi comportato il fatto che il treno concludesse la sua corsa nella stazione di Carnate. Un ritardo che ha generato un effetto domino di treni arrivati nelle stazioni ben oltre il tempo stabilito. Diverse corse sono state rimodulate fermandole prima del capolinea. A Carnate i pendolari del treno con le porte guaste sono stati fatti scendere, annunciando la soppressione della corsa, pochi istanti dopo che un diretto per Milano, anch’esso in ritardo, aveva lasciato la stazione. Altre due corse sono state cancellate a causa «di un guasto al treno che richiede un intervento di manutenzione in sede di deposito». Infine sulle linea Tirano-Sondrio-Lecco-Milano « un guasto agli impianti di competenza Rfi ad Ardenno Masino e di un guasto all’infrastruttura ferroviaria a San Pietro in Berbenno» ha causato ulteriori ritardi da e per la Valtellina.

L’appello finale

«A Regione Lombardia chiediamo un assiduo impegno di sollecitazione nei confronti di Rfi per livelli minimi di affidabilità della rete e chiediamo che intavoli con la stessa Rfi progetti di miglioramento delle prestazioni particolarmente mirati alla capacità e regolarità del traffico suburbano - concludono i pendolari -. Infine a tutti chiediamo, in particolare agli Enti preposti alla sicurezza, un cambio di mentalità che porti a dare più enfasi a regole e controlli sugli intervalli di manutenzione e sulle condizioni della rete (maggiore criticità attuale) piuttosto che mirata a imporre sempre più rigide limitazioni alla circolazione in contraddizione rispetto al progresso tecnico del materiale circolante».


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