Desio, alla terza gravidanza i medici milanesi le consigliano l’aborto. Si fa aiutare in ospedale e partorisce una bimba sana
Da sinistra Armando Pintucci, Sonia Borgia, Anna Locatelli e Tiziana Varisco (Foto by Foto Paolo Volonterio)

Desio, alla terza gravidanza i medici milanesi le consigliano l’aborto. Si fa aiutare in ospedale e partorisce una bimba sana

«Quando sono stata dimessa e sono tornata felicemente a casa con la mia bimba- ha affermato Sonia Borgia, 43 anni, di Seveso- io e mio marito ci siamo sentiti in dovere di effettuare una donazione al reparto. Un gesto che abbiamo fatto con molto piacere offrendo un simulatore ostetrico del parto»

Quando il desiderio di essere mamma è più forte del rischio da affrontare. Un’esperienza che ha avuto per protagonista Sonia Borgia, 43 anni di Seveso, che a distanza di oltre due anni, e visto gli esiti positivi ha deciso di raccontare la sua storia a lieto fine.

La signora alla terza gravidanza si era rivolta ad un presidio ospedaliero di Milano per effettuare un’ecografia. Con l’esito tra le mani i medici le consigliavano di interrompere la gravidanza. Lei non si dava per vita. Attraverso conoscenze contattava il dottor Armando Pintucci, responsabile della sala parto dell’ospedale di Desio, il quale la sottoponeva ad una nuova ecografia, senza rilevare alcun rischio elevato. A quel punto “ mi sottoponevo allo screening basato sulla ricerca del Dna fetale nel mio sangue-ha spiegato- il cui esito escludeva una sindrome di Down, con un sospetto rischio di sindrome di Turner”.

Il dottor Pintucci, nel quale aveva trovato la massima fiducia, le consigliava di svolgere una consulenza con un genetista. Era giunta nel frattempo al quinto mese e dall’esito del consulto decideva di portare a termine la gravidanza. Attorno a Sonia Borgia, si stringeva lo staff ospedaliero di ostetricia, ginecologia e neonatologia, che l’hanno seguita fino al giorno del parto. Il 28 dicembre 2018, mamma Sonia partoriva Federica, che andava a formare il terzetto di figli composto da Beatrice 10 anni e Leonardo 7.

“ Aveva dato alla luce una bimba sana- ha detto Armando Pintucci- e anche le indagini postnatali confermavano che la bimba non aveva alcun problema”. “Tutte le mie preoccupazioni e ansie svanivano- ho proseguito Sonia- un esito che avevo colto come la liberazione da un incubo. Mi sono sentita molto sollevata e contenta di aver fatto la scelta giusta e cioè portare a termine la gravidanza”.

Una scelta la sua piena di coraggio e determinazione che è stata apprezzata e condivisa da tutto lo staff ospedaliero che l’ha seguita e sempre incoraggiata nel lungo percorso. “Quando sono stata dimessa dal reparto e sono tornata felicemente a casa con la mia bimba- ha affermato Sonia- io e mio marito ci siamo sentiti in dovere di effettuare una donazione al reparto. Un gesto che abbiamo fatto con molto piacere offrendo un simulatore ostetrico del parto di cui il presidio era sprovvisto, che aveva il significato della nostra immensa riconoscenza perchè tutto lo staff è stato eccezionale e di una disponibilità ineguagliabile”.

“ In queste situazioni particolari- ha commentato Pintucci- è necessario non solo curare ma prendersi carico della gestante sotto tutti i punti di vista, farla sentire accolta, seguirla passo dopo passo accompagnandola in ogni sua scelta e questo è possibile solo ed unicamente grazie ad un lavoro sinergico tra ostetricia e neonatologia che parte già prima della nascita.” Tiziana Varisco, primario di neonatologia e pediatria: “mi sono preoccupata di rassicurare la mamma rispetto al benessere della sua bimba. La responsabilità di noi medici è di curare e rassicurare. Due sono le cose fondamentali in questi casi: la comunicazione e la relazione con il paziente e il lavoro di equipe multidisciplinare” .

Anna Locatelli, direttore di struttura complessa e del dipartimento materno-infantile della Asst-Brianza : “ Il successo per noi medici è doppio quando al traguardo della cura, raggiunto tramite la competenza e la quotidiana dedizione, si aggiunge il traguardo della soddisfazione da parte della nostra utenza ottenuto mediante il lavoro del intero team”. Il Movimento per la Vita sarà sicuramente orgoglioso della scelta di questa mamma.


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