Come cambia la scuola: 33 ore di educazione civica. Aci lancia quella stradale in autodromo a Monza
Torna l’insegnamento dell’educazione civica a scuola

Come cambia la scuola: 33 ore di educazione civica. Aci lancia quella stradale in autodromo a Monza

Educazione civica grazie alla “legge Capitanio”, leghista di Concorezzo. Educazione stradale con lezioni in autodromo a Monza, la proposta di Aci Milano. Cambia la scuola per i ragazzi italiani e lombardi. E le novità arrivano dalla Brianza.

Educazione stradale ed educazione civica. La prima è soltanto un’intenzione, al momento, la seconda invece è legge. E le due novità così impattanti per gli studenti lombardi e italiani hanno un cuore che batte in Brianza.

Educazione stradale

Ma bisogna partire con ordine, ovvero dall’ultima proposta in campo, quella del presidente dell’Automobile Club di Milano, Geronimo La Russa, che ha dichiarato: «Con la fine delle vacanze e l’inizio dell’anno scolastico, ci attiveremo per riproporre corsi di educazione stradale destinati ai giovani delle medie inferiori. Un’iniziativa già realizzata qualche anno fa dall’Automobile Club Milano che oggi risulta quanto mai utile e necessaria».

Geronimo La Russa

Geronimo La Russa

«Così come il governo bene ha fatto a reintrodurre uno spazio scolastico dedicato all’educazione civica – ha aggiunto La Russa – da parte nostra proporremo al Ministero dell’Istruzione, alla direzione scolastica della Lombardia, ma anche alla Regione, di fare lo stesso con l’educazione stradale. Qualche anno fa, insieme all’allora ministro Gelmini e proprio con l’attuale ministro Bussetti, ai tempi responsabile della direzione scolastica della Provincia di Milano, organizzammo una serie di corsi all’Autodromo di Monza, in cui spiegavamo ai ragazzi, grazie al supporto di docenti, piloti ed esperti della materia, l’importanza di assumere un atteggiamento corretto in auto e in moto». «Il nostro impegno – conclude La Russa – è quello di ripeterli per cercare di dare un contributo concreto alla causa della sicurezza stradale che passa anche e soprattutto dall’educazione dei nostri adolescenti».

Educazione civica

E mentre potranno presto arrivare corsi di educazione stradale, l’educazione civica torna a essere materia di studio obbligatoria con voto in pagella. Il Senato ha approvato definitivamente, nei giorni scorsi, il provvedimento dopo il voto all’unanimità della Camera. Si tratta della “Legge Capitanio” dal nome del primo firmatario del testo, il deputato leghista di Concorezzo. «Questa era una legge attesa da oltre un decennio e che non era più rimandabile. Fermare le lancette dell’orario scolastico per parlare di Costituzione, di legalità, di ambiente, di educazione digitale è un atto di buonsenso e, per usare le parole di Aldo Moro che volle per primo l’educazione civica, è uno splendido modo per ‘pulire il futuro’ dei nostri giovani» spiega il promotore, che ha condiviso il successo con Angela Colmellere, relatrice alla Camera.

Da sinistra: Capitanio, Bussetti e Colmellere soddisfatti dopo l’approvazione della legge sull’educazione civica

Da sinistra: Capitanio, Bussetti e Colmellere soddisfatti dopo l’approvazione della legge sull’educazione civica


Cosa prevede la nuova legge sull’educazione civica

La legge, composta di 12 articoli dopo il testo unificato uscito dalla Commissione Cultura della Camera, prevede almeno 33 ore annue e voto in pagella. Saranno oggetto di educazione civica:

- Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale;

- Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015;

- educazione alla cittadinanza digitale;

- elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro;

- educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;

- educazione alla legalità;

- educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni.

Nell’ambito dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica sono promosse l’educazione stradale, l’educazione alla salute e al benessere, l’educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva. L’insegnamento trasversale dell’educazione civica è integrato con esperienze extra-scolastiche, a partire dalla costituzione di reti anche di durata pluriennale con altri soggetti istituzionali, con il mondo del volontariato e del Terzo settore, con particolare riguardo a quelli impegnati nella promozione della cittadinanza attiva. I comuni possono promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le scuole, con particolare riguardo alla conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi, alla conoscenza storica del territorio e alla fruizione stabile di spazi verdi e spazi culturali. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca indice annualmente, con proprio decreto, per ogni ordine e grado di istruzione, un concorso nazionale per la valorizzazione delle migliori esperienze in materia di educazione civica, al fine di promuoverne la diffusione nel sistema scolastico nazionale.


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