Chiude la biglietteria della stazione di Arcore, si muove la politica regionale
Arcore stazione treni - foto d’archivio

Chiude la biglietteria della stazione di Arcore, si muove la politica regionale

Non è passata senza reazioni la notizia della chiusura dall’1 aprile della biglietteria Trenord della stazione ferroviaria di Arcore. Oltre alle proteste social di chi critica la scelta, si è mossa anche la politica regionale con una interrogazione e l’interessamento dell’assessorato ai Trasporti.

Non è passata senza reazioni la notizia della chiusura dall’1 aprile della biglietteria Trenord della stazione ferroviaria di Arcore. Una decisione maturata in base all’analisi dei flussi di viaggiatori e alla conclusione che in tempi di emergenza sanitaria le due emettitrici self-service e il punto vendita possono bastare.

Oltre alle proteste social di chi critica la scelta, prevedendo per Arcore “una stazione fantasma”, si è mossa anche la politica regionale.

Il vice presidente della Commissione Territorio e Infrastrutture del Consiglio regionale lombardo, Andrea Monti (Lega) ha annunciato, attraverso l’assessorato regionale ai Trasporti, di volere sia chiarezza sui numeri che soluzioni alternative.
“L’approccio aziendale dovrebbe essere quello di trasportare più persone, e non quello di chiudere la biglietteria a causa della diminuzione dei flussi”, ha detto

Sempre in area Lega, il consigliere Alessandro Corbetta presenterà una interrogazione per far indietreggiare Trenord: “La chiusura della biglietteria di Arcore – afferma Corbetta – è una scelta che penalizza fortemente gli utenti e il territorio. Si tratta infatti di una stazione strategica a cui afferiscono non solo i pendolari residenti di Arcore ma di molti Comuni limitrofi, che ogni giorno partono dalla cittadina brianzola per raggiungere Monza, Milano e altre località della Lombardia, principalmente per motivi di lavoro e di studio. Una decisione non concordata con gli Enti Locali e calata dall’alto. Verrebbe inoltre a mancare il personale e questo significa dover fare a meno di un presidio di controllo rilevante sia per la struttura che per la sicurezza dei cittadini”.


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