Besana: rapine e intimidazioni ad adolescenti, 8 minorenni ai domiciliari e 4 denunciati - VIDEO
Carabinieri Besana (Foto by Roberto Magnani)

Besana: rapine e intimidazioni ad adolescenti, 8 minorenni ai domiciliari e 4 denunciati - VIDEO

Permanenza domiciliare obbligatoria per 8 ragazzi tra i 15 e i 16 anni di Besana in Brianza, Renate, Veduggio con Colzano e Costa Masnaga, ritenuti responsabili di rapina, lesioni personali aggravate e percosse.

Le rapine e la spedizione punitiva: permanenza domiciliare obbligatoria per 8 ragazzi tra i 15 e i 16 anni di Besana in Brianza, Renate, Veduggio con Colzano e Costa Masnaga, ritenuti responsabili di rapina, lesioni personali aggravate e percosse, reati commessi in concorso ai danni di adolescenti.

Ad eseguire la misura - emessa il 16 novembre dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Milano su proposta della Procura della Repubblica per i Minorenni di Milano - sono stati i carabinieri della Compagnia di Seregno- I ragazzi sarebbero responsabili di più episodi, uno realizzato con altri 3 coetanei e un maggiorenne, indagati a piede libero nell’ambito dello stesso procedimento penale che vede un totale di 12 indagati.

L’indagine è stata condotta dai militari della stazione dell’Arma di Besana in Brianza dopo le denunce presentate da 12 vittime, tutte 15enni, che il 23 dicembre del 2020, sarebbero state destinatarie di una “spedizione punitiva” - secondo quanto accertato dai carabinieri organizzata dagli indagati - all’interno del Parco “Villa Filippini” di Besana in Brianza. Da quanto raccontato sarebbero stati accerchiati da circa 25 giovani per impedire loro la fuga e malmenati. Ciò dopo che il precedente 16 dicembre, nella frazione di Valle Guidino, in cinque, con la minaccia di un acciarino, avrebbero rapinato 30 euro a una delle vittime. Il giorno successivo, il 17, sarebbero tornati nel parco “Villa Filippini” dove, “dopo spintoni, atti di intimidazione e schernimento”, prima avrebbero richiesto insistentemente scarpe, indumenti e soldi alle loro vittime e poi, a una di esse, avrebbero asportato una cassa acustica. In quella circostanza uno degli indagati, un 15enne, avrebbe affermato di rubare tutto ciò che gli piace, “tanto voi - riferendosi alle vittime - avete i soldi”. Il giorno dopo, il 18 dicembre, nel pieno centro cittadino di Besana, in Piazza Umberto I, avrebbero minacciato e colpito con schiaffi sulla testa uno dei minori che, in quel momento, stava passeggiando in compagnia del nonno con altri venti giovani del branco che avrebbero osservato la scena divertiti.

Poi è arrivato il sospetto che qualcuno potesse essersi rivolto alle forze dell’ordine e sarebbero quindi scattate intimidazioni: il 22 dicembre sempre nel parco di “Villa Filippini”, il gruppo avrebbe minacciato le vittime accusandole di aver fatto i loro nomi ai carabinieri e urlando loro: «Perché avete fatto i nomi agli sbirri?». Fino al 23 dicembre quando il branco, tra questi anche una ragazza di 15 anni (non indagata), si sarebbero recati ancora una volta al parco di Besana, accerchiato le vittime e impedito loro qualsiasi possibilità di fuga. Quindi le avrebbero minacciate e aggredite verbalmente: «Oh, vedi di non fare il mio nome perché, se no, ti entro in casa e ti spacco tutto, non sto scherzando!». Quindi avrebbero sferrato ripetuti schiaffi e pugni provocando numerose contusioni – anche facciali – a tre delle vittime che sono dovute ricorrere alle cure del pronto soccorso di Carate Brianza riportando ognuno 7 giorni di prognosi.

I genitori di tutte le vittime hanno sporto denuncia contro ignoti e sono scattate quindi le indagini dei Carabinieri della Stazione di Besana in Brianza che, dopo aver acquisito, visionato e analizzato ore di immagini di svariati impianti di videosorveglianza, raccolto numerose prove testimoniali sono arrivati a “conformi indizi di colpevolezza nei confronti dei 12 giovani”. Durante la perquisizione effettuata a casa di uno degli indagati è stato tra l’alto r rinvenuto un cappellino nero con banda bianca marca Jordan, che sarebbe stato rapinato a una delle vittime.Per gli 8 destinatari della misura cautelare vige anche l’obbligo di non utilizzare social network e comunicare con internet o apparecchi cellulari con persone diverse dai propri familiari.


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