Area cani di via Adigrat a Monza sporca e degradata: «Non ne posso più di pulire, per me la potete anche chiudere»
Monza Barbara Zizza (Foto by Fabrizio Radaelli)

Area cani di via Adigrat a Monza sporca e degradata: «Non ne posso più di pulire, per me la potete anche chiudere»

Lo sfogo di Barbara Zizza, fondatrice del movimento Monza a 4 zampe e presidente della sezione di Monza Brianza della Leidaa che da tre anni si prende cura dell’area comunale: «Mi auguro che si inizi a sanzionare pesantemente».

Area cani sporca e degradata. Una sconfitta del vivere civile e una delusione per Barbara Zizza, fondatrice del movimento Monza a 4 zampe e presidente della sezione di Monza Brianza della Leidaa. Tre anni fa Zizza, aveva firmato con l’amministrazione comunale un patto di collaborazione per la gestione condivisa dei beni comuni riguardante l’area cani di via Adigrat, ai confini tra Triante e san Biagio.

Per tutto questo tempo l’instancabile volontaria si è recata quotidianamente a ripulire l’area segnalando alle autorità competenti la presenza di deiezioni, mozziconi di sigarette e di spinelli, bottiglie, sacchetti, fazzoletti di carta, pacchetti di sigarette, scritte, piante cadute, rottura di cancelli, fontana e maniglie, buche pericolose.

Ora, però, Zizza ha deciso di rompere il silenzio davanti al degrado che non accenna a diminuire. “Per quanto mi riguarda- ha dichiarato- il comune può tranquillamente chiudere l’area seduta stante. Non ne posso più di sistemare e ripulire. Potete affogare nella cacca dei vostri cani perché d’ora in avanti non verrà più raccolta. Non trovo corretto che io debba rischiare di prendere il covid-19 perché costretta a raccogliere fazzoletti e mozziconi di sigaretta che vengono lasciati a terra nonostante i due cestini”.

Zizza si incontrerà con i referenti degli uffici competenti per trovare una soluzione al problema. “Mi auguro-conclude- che l’amministrazione inizi a sanzionare pesantemente ogni comportamento incivile e irrispettoso dei beni comuni specialmente in un periodo come questo di grave emergenza sanitaria”.


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