Con un pronunciamento che porta la data di giovedì 9 aprile, diventato di dominio pubblico però soltanto nel successivo weekend, grazie ai rimbalzi sui siti internet specializzati, il tribunale nazionale antidoping ha sospeso in via provvisoria Danilo Napolitano, già direttore sportivo della Salus Ciclistica Seregno, ed il presidente in carica Marco Moretto, in accoglimento delle richieste della procura nazionale antidoping.
Ciclismo: il quadro delle accuse contro i due dirigenti
Napolitano, ex ciclista professionista, con un palmares che annovera poco meno di una quarantina di successi ai massimi livelli, è accusato di aver violato gli articoli 2.6 e 2.8 del codice Wada, attraverso il possesso di una sostanza proibita ed il presunto tentativo di somministrarla ad un atleta. A Moretto invece sono contestate le violazioni degli articoli 2.9 e 3.1, in merito ad una supposta complicità in quanto accaduto. Se condannati, i due rischiano davvero grosso: per Napolitano il pericolo è di un minimo di 4 anni di squalifica, ma essendo coinvolto un minorenne si potrebbe arrivare anche ad uno stop a vita, mentre per Moretto il fermo minimo previsto sarebbe di un biennio.
Ciclismo: Pedrinazzi sicuro dell’estraneità di Moretto
In difesa di Moretto, che nella sua ancora breve esperienza da presidente ha contribuito a rilanciare la Salus Ciclistica Seregno, si è già espresso il presidente del comitato regionale della Fci Stefano Pedrinazzi, che si è detto certo della sua estraneità ai fatti ed ha indicato lui e la società gialloblù come parti lese. Le sospensioni, che è giusto precisare non equivalgono a condanne definitive, costituiscono comunque uno dei momenti più bui nella gloriosa storia salussina.