A metà marzo a Monza entrerà in funzione la casa della comunità di via Luca della Robbia, mentre per quella di via Borgazzi bisognerà aspettare l’estate. Nell’ex area Tpm, intanto, fervono i lavori e se tutto procederà come da programma già a maggio sarà pronto (anche se non operativo) il piano terra che, a regime, ospiterà undici ambulatori.
Monza, il punto con l’Asst: serata con la consulta di quartiere San Rocco
L’edificio prevede due piani di circa 400 metri quadrati ciascuno. Il costo dell’opera è di 5 milioni di euro, un milione e mezzo dei quali finanziato da fondi europei e il resto messo a disposizione da Regione Lombardia. A breve chiuderanno gli uffici amministrativi di via Boito che saranno trasferiti in via Luca della Robbia.
L’annuncio è stato dato mercoledì sera in un’assemblea pubblica organizzata dalla consulta di quartiere di San Rocco riguardante le case della comunità alla quale hanno preso parte il direttore socio sanitario di Asst Brianza Antonino Zagari, la direttrice del distretto di Monza Maria Giuseppina Marconi e il dirigente tecnico Giuseppe Bramanti, oltre all’assessore comunale al Welfare e salute Egidio Riva.
Monza, il punto con l’Asst: case di comunità e ospedali in Brianza
Case della comunità, ospedali di comunità e centrali operative territoriali sono le nuove risposte della sanità pubblica in un contesto in continua evoluzione. Zagari non ha nascosto le difficoltà «in una società nella quale aumentano le aspettative di vita e con esse le patologie croniche e i malati polipatologici. Crescono i bisogni, ma si fatica a trovare medici e infermieri. Noi cerchiamo di essere più efficienti cercando di liberare i medici dai compiti amministrativi, aprendo ambulatori temporanei, ricorrendo alla telemedicina. Le risorse sono scarse, ma ce la stiamo mettendo tutta».
Sul territorio di Asst Brianza sono previste 17 case di comunità, strutture in cui operano team multidisciplinari di medici di medicina generale, medici specialisti, infermieri di famiglia e di comunità e assistenti sociali con la possibilità di ospitare anche altre figure professionali come i mediatori culturali. Qui vi sono anche punti prelievi, cup e punti unici di accesso (Pua) «per un’accoglienza a 360 gradi che sia di supporto per attivare servizi per i cittadini che vivono in una situazione di fragilità, con necessità di presa in carico dalla rete dei servizi sociosanitari» ha sottolineato Marconi.
Tre, invece, gli ospedali di comunità – strutture sanitarie a ricovero breve destinate a pazienti che richiedono bassa intensità clinica, intermedia tra la rete territoriale e l’ospedale – a Giussano, Limbiate e Monza (via Solferino) per un totale di 110 posti letto (40 rispettivamente a Giussano e Limbiate e 30 a Monza).
Monza, il punto con l’Asst: centrali operative e nuovo numero 116 117
“Invisibili” ai cittadini, ma fondamentali per l’organizzazione sono le centrali operative che svolgono una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nelle diverse funzioni. Un servizio importante, ma ancora poco conosciuto, è il Numero Europeo Armonizzato 116 117 per richiedere assistenza, prestazioni o consigli sanitari non urgenti.
Si tratta del servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia medica) che in provincia di Monza ha una centrale unica a Carate Brianza (con 10 medici) aperta nel settembre 2024. Lo scorso anno ha ricevuto più di 100.000 chiamate, il 50% delle quali sono state gestite da remoto. Il 30% dei richiedenti sono stati indirizzati in un ambulatorio, l’8% al Pronto Soccorso.