Occasione migliore non poteva esserci per la Fondazione Monza e Brianza per presentare il progetto di creazione di “Wow Monza”, la versione 2.0 del museo e centro studi sul fumetto che nascerà nell’ex biblioteca di via Zuccoli, a Cantalupo di Cederna. Una prima occhiata si è potuta dare lì, all’ingresso dell’Opiquad arena lo scorso weekend, a stretto giro di posta dall’atto del Comune di Monza che ha affidato definitivamente alla Fondazione l’edificio dismesso da diversi anni dopo un naufragato tentativo di ristrutturazione.
Wow Monza: in un anno Cantalupo sarà il regno del fumetto, rigenerazione urbana per 1 milione di euro
La nuova biblioteca di quartiere nascerà in questi mesi all’ex Cotonificio di Cederna, nella vecchia sede Wow Monza (con la contemporanea disponibilità di un magazzino sicuro a Desio). Costo: poco più di un milione di euro, con un contributo iniziale per la ristrutturazione di 850mila euro (700mila per riqualificazione e 150mila per abbattimento barriere architettoniche). La formula è quella del partenariato speciale pubblico-privato.
“L’intervento si colloca all’interno di un più ampio processo di rigenerazione urbana e culturale del quartiere Cederna-Cantalupo – si leggeva sul pannello illustrativo presente a Monzacon – e intende restituire alla collettività uno spazio pubblico attivo, accessibile e strutturato secondo i principi della museologia contemporanea. Lo studio di fattibilità svolto preliminarmente ha messo in evidenza due condizioni complementari: da un lato, la potenzialità simbolica, urbana e distributiva dell’edificio; dall’altro, la sua esiguità dimensionale rispetto alla complessità delle pratiche museali previste”.

Wow Monza: in un anno Cantalupo sarà il regno del fumetto, le linee guida del recupero
La prospettiva progettuale interpretata dallo studio Arch+ di Monza è la declinazione spaziale di un’istituzione articolata, in cui coesistono e si intrecciano differenti pratiche. “Si tratta di una visione coerente con le più recenti riflessioni museologiche e con le linee guida internazionali in materia di istituzioni culturali. Proprio per questa ragione, il progetto architettonico non si limita a collocare funzioni all’interno di uno spazio esistente, ma costruisce un modello organizzativo fondato sulla gerarchia tra funzioni centrali e funzioni accessorie; regolazione temporale delle attività; alternanza delle pratiche nel tempo anziché loro sovrapposizione nello spazio”.
Quindi non un contenitore ”ma come struttura a intensità variabile, capace di attivarsi secondo regimi differenti durante la giornata e nel corso dell’anno” e può interpretare gli spazi, ampi ma non enormi, a seconda delle esigenze”.
“Il progetto assume una posizione chiara rispetto al rapporto tra architettura e contenuto: un museo del fumetto non deve assomigliare formalmente a un fumetto. Il fumetto è un linguaggio temporale e sequenziale, costruito su ritmo, pause, montaggio e relazione tra immagini e testo. L’architettura non è chiamata a tradurne in modo letterale le forme, ma a creare le condizioni spaziali perché tali logiche possano essere comprese e attraversate”.

Wow Monza: in un anno Cantalupo sarà il regno del fumetto, la trasformazione
Una trasformazione da luogo della lettura collettiva a luogo della narrazione visiva e della memoria grafica contemporanea che ha tra gli obiettivi prioritari riaffermare un presidio culturale del quartiere, configurando l’edificio come dispositivo culturale aggiornato, aperto e stabile nel tempo.
“L’impostazione progettuale consente – si legge nelle conclusioni – tutela e valorizzazione del patrimonio conservato; flessibilità e autonomia funzionale dei livelli; coesistenza regolata di attività espositive, conservative, pubbliche; sostenibilità tecnica ed energetica dell’edificio pubbliche; attivazione differenziata degli spazi nel corso della giornata e dell’anno; rafforzamento del presidio culturale nel quartiere Cederna-Cantalupo”.