Il Fai sceglie i Luoghi del cuore da sostenere: San Maurizio di Monza non c’è

La chiesa monzese nonostante il 12esimo posto nella classifica non è stata scelta tra i venti progetti finanziati con un totale di 700mila euro.
San Maurizio a Monza
San Maurizio a Monza

Il Fondo ambiente italiano (Fai) ha pubblicato la selezione dei progetti di restauro e valorizzazione scelti attraverso il 21esimo censimento dei “Luoghi del cuore“: nonostante il 12esimo posto nazionale, la chiesa di San Maurizio a Monza non c’è.

Per sostenere il progetto (e il finanziamento) si erano mobilitati in tanti, con un comitato sostenuto dal duomo, dagli alpini, dal Comune e da tanti altri soggetti che erano riusciti a scalare la classifica fino a portare la chiesa realizzata al posto di quella di Santa Margherita, cioè il convento della monaca di Monza, che ha bisogno di un serio intervento di restauro, prima di tutto per fermare l’umidità che da anni sta compromettendo gli affreschi presenti. Sono arrivati alla fine 22.676 voti, un risultato senza precedenti: meglio solo undici luoghi, a partire dal santuario di Nostra Signora delle Grazie a Nizza Monferrato (72.050 voti), quindi la Fontana antica di Gallipoli (62.967) e la chiesa di San Giorgio nel bordo di Tellaro a Lerici, che ha chiuso il podio con 47.012 preferenze.

Prima di San Maurizio anche il complesso di Santa Croce di Campese, monastero di Bassano del Grappa (42.190), l’eremo di Santa Rosalia alla Quisquina di Agrigento (35.862), il parco regionale di Cava Ispica, a Modica (32.154), il traghetto di Leonardo da Vinci a Imbersago (31.490) e il castello di Lagopesole ad Avigliano (28.792), quindi la chiesa di San Giacomo della Vittoria ad Alessandria (26.748) e per chiudere la top ten la valle dei Mulini di Gragnano (24.839). Prima di Monza soltanto ancora il santuario mariano della Madonna del Pino a Cervia (22.767), con un centinaio di voti in più di San Maurizio.

Il Fai sceglie i Luoghi del cuore da sostenere: 700mila euro in progetti

La scelta del Fai è andata in un’altra direzione per la distribuzione di 700mila euro, “la cifra più alta mai stanziata a sostegno del programma, che andranno a beneficio di luoghi poco noti o poco valorizzati, spesso a rischio, che incarnano e raccontano la nostra civiltà, l’identità italiana, la memoria collettiva e costituiscono un patrimonio di storia, arte e natura ricchissimo e vario“.

“Di questi, 520.000 euro sono destinati ai progetti selezionati attraverso il bando e per la prima volta i singoli beni candidati hanno potuto richiedere fino a un massimo di 50.000 euro – ha scritto il Fai -. Una dotazione che consente di rispondere in modo più significativo alle esigenze dei territori e di rafforzare l’impatto complessivo dei Luoghi del cuore”, mentre i restanti 180.000 euro sono riservati ai primi tre classificati al censimento, per progetti da concordare con il Fai, quindi Nizza Monferrato, Gallipoli e Tellaro.

Il Fai sceglie i Luoghi del cuore da sostenere: i progetti scelti

I luoghi selezionati, a parte il podio, sono l’abbazia di Santa Maria Assunta vicino a Fidenza (che si è classifica al 55esimo posto), il cimitero monumentale di Staglieno e il santuario dell’eremita tra Piemonte e Liguria, l’asilo Sant’Elia di Como firmato da Terragni, la minitalia del parco Trotter a Milano, la motonave La Capitano sul lago d’Iseo, la Santissima in Franciacorta, il traghetto di Leonardo, le fontane parlanti in val di Cervo e il museo Filippa in Valsesia, la torre Paleologa in Monferrato e, in Veneto, il castello di Alboino e il giardino Salvi a Vicenza.

Solo il traghetto di Imbersago ha più voti, tranne la terzina da podio, ma il Fai lascia intendere che la logica prevalente è stata un’altra: 18 luoghi che “si trovano in territori lontani dai grandi centri del nostro Paese: piccoli Comuni e frazioni, spesso situati in aree interne o in zone montuose e isolate, oppure luoghi periferici, anche in grandi città. Luoghi per i quali i cittadini, attraverso il censimento del Fai, danno voce alle loro richieste di tutela e valorizzazione, come testimoniano la passione e l’impegno civile delle centinaia di comitati che partecipano a ogni edizione. I 20 progetti riguardano, infatti, storie e tradizioni che rischiano di scomparire o angoli di paesaggio e ambiti naturali da proteggere e tutelare: per questi luoghi la partecipazione al programma del FAI e l’assegnazione del contributo sono una concreta, talvolta l’unica, opportunità di recupero o di rilancio”.

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