Trasporti, come sciogliere il nodo Monza tra M5, bus, Porta Nord

L'assessora Irene Zappalà parla delle sfide alla sostenibilità del traffico di Monza prima dell'arrivo della metropolitana M5.
m5 dal sito ufficiale
Metropolitana M5 Massimiliano Rossin

Aumentare la sostenibilità del traffico prima dell’arrivo della metropolitana: è una delle sfide con cui si sta cimentando l’amministrazione monzese guidata da Paolo Pilotto.
«Il prolungamento della M5 ci farà fare un balzo in avanti – afferma l’assessora alla Viabilità Irene Zappalà – ma entrerà in funzione solo tra qualche anno: per razionalizzare la viabilità in tempi più rapidi dobbiamo cercare di dirottare una parte degli spostamenti dalle auto alle biciclette e ai pullman, come prevede il piano urbano della mobilità sostenibile». Per farlo, aggiunge, occorre migliorare l’efficienza del trasporto pubblico locale e la qualità dei viaggi: vanno in questa direzione le proposte che il Comune ha inviato all’Agenzia del tpl che nel 2027 dovrebbe bandire la gara per la gestione del lotto milanese delle corse che per la prima volta ingloberà le tratte urbane di Monza.

Le direttrici
«Ci siamo mossi su quattro direttrici – spiega l’assessora – abbiamo chiesto la riorganizzazione di alcuni percorsi, l’implementazione delle corse festive, l’estensione degli orari serali feriali e il miglioramento dei servizi accessori, importanti per aumentare la qualità, tra cui la sostituzione delle pensiline e una maggiore accessibilità degli utenti alle informazioni, anche attraverso le app».
Le nuove gare, salvo intoppi, potrebbero essere assegnate nel 2028, quindi tra un paio di anni.
La migrazione delle linee urbane dai lotti brianzoli a quello milanese, a detta dell’amministrazione, dovrebbe incrementare l’efficienza dei collegamenti con il capoluogo in un’ottica di area vasta e rendere più agevoli gli spostamenti anche tramite una maggiore omogeneità degli orari delle corse.

L’altro grande fronte su cui si gioca la sostenibilità dei trasporti è quello ferroviario e tocca in modo diretto le decine di migliaia di studenti e pendolari brianzoli che ogni giorno salgono sui treni.

Monza Porta Nord
Il potenziamento del sistema, previsto dai programmi di Rfi, ruoterà attorno alla riqualificazione dello scalo di Monza che comprende non solo l’ammodernamento della stazione, ma la razionalizzazione della viabilità della zona circostante con la realizzazione di ciclabili e percorsi che agevolino i collegamenti per chi, a piedi, in bici o in pullman, raggiunge i binari. Il protocollo firmato nel 2025 dal Comune con Regione, Rfi e Fs Sistemi urbani prevede la trasformazione della stazione in un hub di interscambio, anche in vista dell’inaugurazione della fermata della metropolitana a poche decine di metri dallo scalo.
«I ragionamenti per definire il masterplan sono ancora in corso – dichiara la Zappalà – Rfi investirà molte risorse su Monza in quanto la nostra stazione, destinata a diventare la Porta Nord di accesso dei treni a Milano, avrà una valenza importante nel sistema ferroviario regionale».

Il potenziamento dello scalo dovrebbe dovrebbe tradursi in un aumento dei convogli da e per il capoluogo, fondamentale per decongestionare i vagoni che nelle ore di punta non sono sufficienti a garantire un servizio adeguato agli utenti, costretti a viaggiare ammassati su treni che spesso accumulano ritardi di parecchi minuti sulle tabelle di marcia.

L’attesa Monza Est
Rientra nei piani di potenziamento del polo cittadino anche l’attivazione della fermata Monza Est del Besanino i cui lavori, secondo il cronoprogramma comunicato da Rfi, dovrebbero concludersi nei primi mesi del 2028. La stazioncina, da cui secondo le stime potrebbero passare 300mila passeggeri l’anno, dovrebbe contribuire ad aumentare il numero di persone allettate dall’idea di lasciare l’auto in garage abbattendo, così, i veicoli in circolazione sulle strade cittadine.