“Seveso, 50 anni dopo: dall’incidente all’innovazione della cultura della sicurezza”: si tratta del titolo della giornata di studio con i vigili del fuoco protagonisti che si è svolta nei giorni scorsi a Roma, all’Istituto superiore antincendi dei vigili del fuoco con l’obiettivo di riflettere “sull’eredità tecnica e culturale del disastro del 10 luglio 1976 e sulle nuove sfide legate alla prevenzione del rischio industriale”.
A mezzo secolo dall’incidente di Seveso il confronto sui temi dell’analisi del rischio e della tutela del territorio
Un incontro che ha portato a un momento di confronto tra le istituzioni, il mondo accademico e l’industria, a cinquant’anni “dall’evento che ha segnato la nascita della moderna cultura europea della prevenzione degli incidenti rilevanti”, sui temi dell’analisi del rischio e della tutela del territorio. Approfonditi in particolare i principali scenari connessi alla gestione del rischio, dalle interazioni NaTech – incidenti tecnologici, come incendi, esplosioni e rilasci tossici, che possono verificarsi all’interno di stabilimenti industriali a seguito di disastri naturali (amplificati dai cambiamenti climatici) – alla transizione energetica, fino all’evoluzione della pianificazione territoriale e della gestione multirischio.
Presenti all’iniziativa, tra gli altri, il capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco Eros Mannino, il direttore generale dell’Inail Marcello Fiori, la presidente di Ispra e Snpa Maria Alessandra Gallone e il presidente di Aidic, Associazione italiana di ingegneria chimica, Giuseppe Ricci.