Vola alto, anzi altissimo L’Iti Fermi di Desio: il progetto Skysense premiato come miglior progetto divulgativo. È avvenuto lo scorso week-end nel corso di Infini*to, competizione italiana di CanSat. Ospitata al di Planetario di Torino, Museo dell’Astronomia e dello Spazio “Attilio Ferrari”, la manifestazione, giunta alla tredicesima edizione ha visto la partecipazione di tredici team per un totale di 83 tra ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 19 anni, accompagnati dai rispettivi docenti provenienti da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Abruzzo, Lazio, Marche e Calabria.

Scuola, il Fermi vola con il progetto Skysense: i protagonisti
Tutti i ragazzi si sono sfidati nella realizzazione di un mini satellite delle dimensioni di una lattina. L’obiettivo era adattare tutti i principali sottosistemi presenti in un satellite, come alimentazione, sensori e un sistema di comunicazione, nel volume e nella forma di una lattina, fino a giungere alla fase di lancio e presa dati.
A proporre il progetto agli studenti del Fermi è stato il docente di meccanica Stefano Galliani. Un progetto partito a ottobre e che ha visto la partecipazione di diversi studenti di tutti gli indirizzi presenti dell’Istituto guidato dalla dirigente Elena Bonetti. Da gennaio è stato individuato il team che ha lavorato sul progetto presentato a Can Sat.
Nel gruppo che ha progettato quello che è stato battezzato “Skysense” Jacopo Giussani e Mattia Checchetto di 5S, Stefano Marcati di 5E, Mattia Nicoletti 4A, Sofia Lì di 3S, Byron Zambonin 5B a cui bisogna aggiungere Leonardo Mandelli e Roberto Brenna. Nella fase iniziale il prof Galliani è stato affiancato dalla docente Francesca Esposito.

«Oltre alla missione primaria, condivisa da tutti – ha spiegato Jacopo Giussani – noi abbiamo scelto come missione secondaria quella divulgativa: dopo l’acquisizione dei dati della missione, abbiamo rilevato la concentrazione dei gas: tutti questi dati hanno creato un suono».
«L’idea – ha spiegato Mattia Checchetto – è arrivata dalla nostra compagna Sofia che suona la chitarra, come Mattia Nicoletti». Il risultato è piaciuto molto perché il suono rende fruibile i dati acquisiti anche ai non vedenti. Un lavoro di progettazione importante per tutti i partecipanti che ora guardano al futuro: chi farà ingegneria informatica, chi pensa all’ambiente e alla sostenibilità, chi ha ancora tempo per capire quale sarà la sua strada, ma di sicuro per tutti l’esperienza finirà nel proprio portfolio come “capolavoro”.