Tutto sotto controllo? Macché, dice la Confederazione agricoltori italiani, rilancia – di peso – l’allarme per l’invasione crescente della Popillia japonica in Lombardia che “sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti”, scrive. “A Cia Lombardia continuano ad arrivare, giorno dopo giorno, moltissime segnalazioni da parte di aziende agricole, florovivaisti e cittadini, che descrivono una presenza sempre più massiccia del coleottero invasivo. Le maggiori criticità si registrano nelle province di Lecco, Como e Monza e Brianza, ma il fenomeno interessa ormai l’intero territorio regionale e conferma una tendenza che, anno dopo anno, continua ad aggravarsi”.
Popillia japonica, l’allarme degli agricoltori: sciami in tante aree
Secondo Regione Lombardia, in una nota degli ultimi giorni, la situazione è stto controllo, ma secondo gli agricoltori non è esattamente così: parlano degli ultimi giorni, con una moltiplicazione di infestazioni e addirittura di “. Tuttavia, l’evoluzione registrata sul territorio negli ultimi giorni, con il moltiplicarsi delle segnalazioni e la comparsa di “veri e propri sciami in diverse aree”, con la richiesta di “evidenzia come sia necessario “mantenere alta l’attenzione e rafforzare ulteriormente le attività di prevenzione, monitoraggio e contenimento”.
“Nei nostri uffici stiamo ricevendo moltissime segnalazioni da parte di agricoltori, florovivaisti, ma anche di semplici cittadini – spiega Luca Colombo, presidente di Cia Alta Lombardia e florovivaista -. Ci raccontano di sciami di insetti, coltivazioni e piante ornamentali pesantemente colpite, prati invasi e disagi che interessano perfino le strade. Le richieste di aiuto aumentano ogni giorno e fotografano una situazione che sta evolvendo molto rapidamente. Per questo riteniamo fondamentale continuare a monitorare con grande attenzione il fenomeno e rafforzare gli strumenti di prevenzione e contenimento”.
Popillia japonica, l’allarme degli agricoltori: i danni già registrati
I danni registrati sono alle colture agricole, ai vivai e al verde ornamentale, “mentre le larve compromettono i tappeti erbosi nutrendosi delle radici. Nel corso degli anni la sua diffusione si è progressivamente estesa, interessando ormai gran parte della regione. Per Cia Lombardia è proprio questa evoluzione a rendere necessario un ulteriore salto di qualità nella gestione del fenomeno”, scrive la Confederazione. “Sappiamo che Regione Lombardia e il Servizio fitosanitario sono impegnati da anni nelle attività di monitoraggio e contenimento – prosegue Colombo – ma oggi siamo di fronte a un insetto che continua ad aumentare la propria diffusione. È importante programmare interventi sempre più efficaci e condivisi con il mondo agricolo, perché è evidente che ci troviamo di fronte a un problema strutturale e non più episodico”.
Popillia japonica, l’allarme degli agricoltori: l’appello alla Regione
Più monitoraggio nelle aree più colpite, investire in prevenzione e sviluppare una programmazione di medio-lungo periodo, sono le richieste della Cia che confida “nell’intervento di Regione Lombardia, con la quale il confronto sui temi che riguardano l’agricoltura è sempre aperto e costruttivo – dichiara Paolo Maccazzola, presidente di Cia Lombardia -. Abbiamo sempre trovato interlocutori attenti e disponibili di fronte a problematiche come questa e siamo certi che anche in questa occasione sapranno individuare”, insieme alle organizzazioni agricole, le soluzioni più efficaci. L’aspetto fondamentale è prendere atto che la diffusione della Popillia japonica cresce anno dopo anno e richiede una programmazione sempre più strutturata, affinché si possano tutelare le imprese agricole, il comparto florovivaistico e il territorio lombardo“.
E ancora: “Non possiamo pensare che ogni azienda affronti da sola una situazione di questa portata – dice Colombo -. Nel florovivaismo, ad esempio, proteggere migliaia di piante con reti è spesso impraticabile, sia dal punto di vista organizzativo sia da quello economico. Per questo chiediamo che il confronto tra istituzioni, enti tecnici e organizzazioni agricole diventi sempre più stretto, così da introdurre azioni efficaci e tempestive. La Popillia è presente in Lombardia da circa dieci anni, ma la sua diffusione aumenta di stagione in stagione: oggi è il momento di investire ancora di più sulla prevenzione, per evitare che il problema continui a crescere.”