Il consiglio comunale di Monza dovrebbe unirsi al coro delle realtà ambientaliste e dei comuni del vimercatese che da anni tentano di contrastare la variante D breve di Pedemontana: il pronunciamento potrebbe arrivare a marzo quando potrebbe essere discussa la mozione presentata lo scorso 27 ottobre da LabMonza e sottoscritta da tutte le forze del centrosinistra. Il testo, una volta approvato, impegnerà il sindaco Paolo Pilotto a esprimere la contrarietà al progetto «in tutte le sedi istituzionali competenti» tra cui la Regione e il ministero delle Infrastrutture, a sostenere le istanze delle amministrazioni locali che chiedono la sua sospensione e a domandare l’apertura di un tavolo di confronto con il Pirellone e il Governo.
Pedemontana: Monza spinge a una posizione contro la D Breve, le motivazioni di LabMonza
«La D breve – ha commentato venerdì 23 gennaio in una conferenza stampa il consigliere comunale di LabMonza Francesco Racioppi – devasterà il territorio e avrà costi e pedaggi esorbitanti».
Monza, ha aggiunto, deve far sentire la sua voce sia in qualità di capoluogo della Brianza sia perché «siamo convinti che l’apertura della tratta provocherebbe un aumento del traffico in viale delle Industrie e a Sant’Albino in quanto molti automobilisti per non pagare potrebbero riversasi sulle strade locali».
«Il Comune – ha spiegato l’assessora al Parco Arianna Bettin – in diversi atti ha già espresso la sua contrarietà alla variante a causa dell’impatto negativo che avrebbe sul territorio».
«La partita non è chiusa – ha assicurato il consigliere regionale di Avs Onorio Rosati – la D breve non è stata finanziata e solo quando saranno terminate le tratte B2 e C capiremo quanto costerà realmente e chi pagherà» dato che i 4,1 miliardi di euro preventivati, già schizzati a 5,2, sono destinati a salire ancora.
Pedemontana: Monza spinge a una posizione contro la D Breve, il centrodestra lombardo
«La Regione e il Governo – ha incalzato – hanno sempre sostenuto Pedemontana ma faticano a trovare cento milioni per prolungare la metropolitana a Monza».
La battaglia contro l’autostrada pare destinata a scontrarsi contro il centrodestra lombardo: «Mentre a livello locale molti sindaci sono critici sull’autostrada indipendentemente dalla loro appartenenza – ha notato – in consiglio regionale la maggioranza non ha mai messo in discussione l’opera e gli esponenti brianzoli si concentrano solo sulle compensazioni ambientali».
Pedemontana: Monza spinge a una posizione contro la D Breve, l’alternativa all’opera
L’alternativa alla D breve, ha dichiarato il consigliere provinciale di Brianza Rete Comune Francesco Facciuto, è il potenziamento della tangenziale Est come ha attestato lo studio commissionato al centro Pim dalla Provincia. Nel vimercatese, intanto, tutti aspettano la pubblicazione dell’esito della valutazione di impatto ambientale della variante, richiesto nel 2023: «I responsabili di Pedemontana sostengono che il parere sia positivo, ma nessuno l’ha visto – ha detto Facciuto – immaginiamo possa essere depositato entro giugno».
Tra le cause del ritardo, ha ipotizzato, potrebbero esserci le prescrizioni dettate da Roma che potrebbero «generare criticità nell’approvazione» del piano e i molti malumori suscitati dai disagi creati dai lavori propedeutici ai cantieri nei territori toccati dalle tratte B2 e C.