“Denunciamo la mancanza di trasparenza e di disponibilità al confronto da parte di Pedemontana. Non intendiamo sostituirci né alle amministrazioni comunali né agli organismi competenti, ma rivendichiamo il diritto di esercitare un ruolo autonomo di interlocuzione, monitoraggio e informazione”. Non usa mezzi termini la rete di associazioni e comitati che da anni lottano contro Pedemontana per accendere riflettori sul fatto che venga negata la convocazione del Tavolo permanente di lavoro sulla bonifica della diossina, presentata a ottobre 2026 per il territori della tratta B2, così come non abbia seguito la richiesta di incontro da parte delle realtà della tratta C.
Pedemontana, la rete ambientalista che ha firmato la lettera
La firma è di Legambiente circolo “Laura Conti” Seveso, Legambiente circolo Gaia Usmate Velate, Immagina Arcore, No Pedemontana di Lesmo, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Sinistra e Ambiente – Impulsi Meda, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano Maderno, Altra Bovisio Masciago, Brianza Centrale.
Pedemontana, la rete ambientalista accusa: i nodi sul tavoli
Per il tavolo di bonifica Pedemontana ha risposto rinviato alla sezione “Bonifica e collaudi” e, dicono le associazioni, ha dichiarato “di giungere alla fine dei lavori per il maggior numero possibile di lotti” per “ tracciare un consuntivo dell’operazione di bonifica ambientale da diossine e furani”.
Secondo gli ambientalisti, è in atto un tentativo di “marginalizzare i gruppi ambientalisti e le liste civiche, non
riconoscendone il ruolo di interlocutori autonomi e attivi che si sono assunti il compito di informare costantemente la cittadinanza”.
La seconda richiesta inevasa riguarda “aggiornamento sulle compensazioni ambientali, sugli interventi di qualità ambientale chiesti da alcuni comuni con l’utilizzo dei fondi della prescrizione 51 del Cipess, sui piani di ripristino dei depositi terre, sugli extracosti, sulle tranche d’erogazione dei prestiti nonché sul crono programma rivisto”.
La rete riferisce che Pedemontana ha invitato “a riferirci direttamente ai rappresentanti dei singoli Comuni” allegando una scheda con informazioni già note senza restituire “come da noi chiesto, dettagli progettuali e localizzazioni degli interventi di compensazione ambientale, anche a fronte delle modifiche sostanziali avanzate da alcune amministrazioni”.
E ancora: “Nessun elemento viene fornito sugli interventi per la qualità ambientale previsti nella prescrizione 51 del Cipess che ci risultano proposti da alcuni Comuni della tratta B2”, che non si fa riferimento a quanto chiesto per le aree di deposito terre così come sugli extracosti e “sulla situazione economica dell’infrastruttura e sulle tranche di erogazione dei prestiti attesi”.