La targa commemorativa all’ingresso del cimitero di San Fruttuoso a Monza e l’opera dello scultore Ernesto Galimberti dedicata a Lea Garofalo. Nelle ore del dolore per la morte di Denise Cosco, morta suicida giovedì, è l’associazione Libera Monza e Brianza a ricordare come la città ha celebrato la memoria della madre testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta nel 2009: luoghi fisici in cui anche la figlia 35enne, che viveva sotto protezione e aveva cambiato identità, può continuare a vivere.

Morte di Denise, i luoghi della memoria di Lea Garofalo a Monza: l’opera a San Fruttuoso
L’opera di Galimberti era stata posata nel novembre del 2013 non lontano dal luogo in cui erano stati abbandonati i resti della donna crudelmente uccisa, bruciata e fatta a pezzi.
“All’interno del cimitero è esposta l’opera/monumento “La porta del dolore” dello scultore Ernesto Galimberti, promossa da Libera e dal Comitato San Fruttuoso – fa sapere l’associazione – Questo momento di dolore collettivo può anche essere vissuto ricordando Lea Garofalo immaginandola ora abbracciata alla sua Denise, che la terra le sia lieve».
“È morta una giovane donna coraggiosa e sofferente – ha commentato don Luigi Ciotti – Qualcosa si è spezzato dentro la sua anima inquieta e sensibile. E qualcosa si sta spezzando anche dentro di noi, nel corpo vivo delle nostre realtà che hanno provato ad accoglierla e accompagnarla: sentiamo il dolore di una frattura che non si salderà mai del tutto (…) Nella sua breve esistenza, Denise ha attraversato di tutto: la violenza patriarcale e mafiosa, il peso dell’abbandono, la tenerezza dell’accoglienza, la rigidità di certe regole che comunque volevano proteggerla, la gioia di diventare a sua volta mamma e la fatica di nuove responsabilità. Questo tutto, a un certo punto, è diventato troppo. Non giudichiamo la sua storia, non innalziamola e non compatiamola. Lei non lo vorrebbe (…) E già lo sai che scriveremo il tuo nome, accanto a quello della tua mamma, nel lungo elenco del 21 marzo: perché non c’è dubbio che siete state entrambe vittime della stessa violenza, ma anche protagoniste della stessa ribellione“.
Morte di Denise, i luoghi della memoria di Lea Garofalo a Monza: il docufilm
Ma numerose sono state ogni anno le iniziative per non dimenticare.
Libera ha partecipato anche alla realizzazione di “La Scelta. Storie di donne contro la mafia“, il documentario promosso da Amici sostieni Libera Monza Brianza – con la regia di Jurij Razza e il sostegno anche di Fondazione della Comunità MB – che ha raccolto le testimonianze delle giovani donne che ai tempi del processo avevano sostenuto Denise, “aiutandola a rompere il silenzio e a dare risonanza alla figura di sua madre come esempio di coraggio“. E di giornaliste, ex-studenti e professori – testimoni in prima persona della vicenda – con riprese sui luoghi reali della tragedia (la periferia di Monza, i tribunale di Milano, Torino, Modena, Venezia e il tribunale minorile di Catania).
La prima visione fissata il 24 aprile – giorno del compleanno di Lea – era stata dedicata a una platea di studenti delle superiori. Il 18 marzo 2027, in occasione del Festival Binario Donne. Sguardi al femminile sul presente del teatro Binario 7, è già fissata una proiezione dedicata a studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado di Monza alla presenza del regista Jurij Razza e di Valerio D’Ippolito, presidente di Amici Sostieni Libera e referente di Libera Monza e Brianza.