La piazza D’Annunzio a Monza, che rischiava di scomparire, è oramai salva e rinnovata grazie a una serie di interventi eseguiti dall’amministrazione comunale. Sembrano lontani i tempi in cui i cittadini del quartiere San Rocco si erano mobilitati con una raccolta di firme per scongiurare l’apertura al traffico di quella porzione di strada che si affaccia sul centro civico.
Molti di quei cittadini, che tengono molto al decoro della piazza, hanno chiesto mercoledì sera all’assessore ai lavori pubblici Marco Lamperti, durante l’ultima seduta della consulta di quartiere, ulteriori accorgimenti per questo luogo, punto di ritrovo per tante persone.
Monza, San Rocco tra realtà e desideri: cosa è uscito dall’incontro con l’assessore, le cose fatte
«Una novità c’è – ha anticipato l’assessore – ci siamo presi in carico l’iter per avviare la dedicazione di questa continuazione di via D’Annunzio alla pace, un tema che in questo momento è caro a tutti. Ci siamo ricordati dell’idea che ebbe l’attuale consigliere comunale Pietro Zonca quando era presidente della Circoscrizione 3 e vogliamo realizzarla».
Lamperti ha menzionato i recenti lavori di sistemazione, tra i quali la ripulitura della fontana (ora in gestione a BrianzAcque), la riasfaltatura, l’attivazione di lampade spente, la potatura del verde, l’installazione di un cartello per segnalare la presenza di un impianto di videosorveglianza, lo spostamento della panchina rossa che in primavera viene “inondata” dai petali di una pianta. I cittadini, dal canto loro, hanno elencato una serie di lavori che dovrebbero essere svolti in tempi brevi.
Monza, San Rocco tra realtà e desideri: le richieste dei residenti e il problema dell’edicola chiusa
Tra questi l’attivazione dei piloti mobili, i dissuasori del traffico a scomparsa, che ora non sono funzionanti, la riaccensione di un lampione spento («per una maggiore sicurezza della piazza»), la sistemazione della tettoia che copre l’ingresso del centro civico, la cui pendenza non permette di scaricare l’acqua nei giorni di pioggia, un intervento sulle griglie ammalorate del cancello dello stesso edificio e il potenziamento del servizio di pulizia. A preoccupare ancora di più i residenti è, però, lo stato di abbandono in cui versa l’edicola che ha cessato l’attività da pochi mesi e che per tanti anni è stata un presidio della zona. Il chiosco resta chiuso, ma intorno regna la sporcizia.
«L’edicola si è trasformata in una vera e propria latrina – hanno detto a più voci i presenti all’incontro della consulta – dove si trova di tutto e in questi giorni in cui le temperature si sono alzate i cattivi odori arrivano fino in piazza».
I cittadini hanno chiesto all’assessore la possibilità di collocare intorno una recinzione per impedire l’avvicinamento ai malintenzionati e si sono sbizzarriti sulla possibilità di riutilizzo del chiosco suggerendo l’installazione di un fiorista («soluzione sempre più in voga a Milano» ha sottolineato Lamperti), di un piccolo bar oppure di un punto per lo scambio libri, data la vicinanza delle panchine.