Ajeje Brazorf nel film di Aldo, Giovanni e Giacomo si era inventato un’identità che non esisteva per scampare alla multa. E lui, imparata la lezione cinematografica, potrebbe avere pensato che era meglio andare più sul sicuro e sfruttare un’identità vera: quella del cugino. Peccato che no: non assomigliava granché a quello della foto della patente.
Così gli agenti di una volante della polizia di Stato che lo hanno fermato a Monza, in zona via Buonarroti, hanno preferito portarlo in questura per approfondire l’identificazione, venerdì 29 agosto. Anche perché dopo avere fornito il documento, ai poliziotti quel trentenne è apparso un po’ troppo nervoso.
Monza: in carcere fino a febbraio 2028 per rapina a mano armata
Fatte le verifiche, è emerso che quell’uomo era un’altra persona e che la patente di guida in realtà apparteneva a suo cugino. Che poi, restando nel repertorio di Aldo Baglio (con Elio e le Storie tese) potrebbe essere “mio cuggino”. Lui invece, italiano, classe 1991, residente fuori città, aveva a carico una cattura per revoca della misura alternativa al carcere, con ordine di trasferimento immediato nel carcere più vicino. Residente fuori provincia, aveva precedenti per rapina, spaccio, reati violenti e furti. La pena da scontare fino a febbraio 2028 è per rapina a mano armata, ora dovrà rispondere anche di false attestazioni a pubblico ufficiale.