Monza: dà i documenti del cugino per non finire in carcere

L'uomo, nato nel 1991 e fermato dalla polizia di Stato, deve scontare una pena per rapina a mano armata fino a febbraio 2028
Una volante della polizia di Stato in centro a Monza
Una volante della polizia di Stato in centro a Monza

Ajeje Brazorf nel film di Aldo, Giovanni e Giacomo si era inventato un’identità che non esisteva per scampare alla multa. E lui, imparata la lezione cinematografica, potrebbe avere pensato che era meglio andare più sul sicuro e sfruttare un’identità vera: quella del cugino. Peccato che no: non assomigliava granché a quello della foto della patente.

Così gli agenti di una volante della polizia di Stato che lo hanno fermato a Monza, in zona via Buonarroti, hanno preferito portarlo in questura per approfondire l’identificazione, venerdì 29 agosto. Anche perché dopo avere fornito il documento, ai poliziotti quel trentenne è apparso un po’ troppo nervoso.

Monza: in carcere fino a febbraio 2028 per rapina a mano armata

Fatte le verifiche, è emerso che quell’uomo era un’altra persona e che la patente di guida in realtà apparteneva a suo cugino. Che poi, restando nel repertorio di Aldo Baglio (con Elio e le Storie tese) potrebbe essere “mio cuggino”. Lui invece, italiano, classe 1991, residente fuori città, aveva a carico una cattura per revoca della misura alternativa al carcere, con ordine di trasferimento immediato nel carcere più vicino. Residente fuori provincia, aveva precedenti per rapina, spaccio, reati violenti e furti. La pena da scontare fino a febbraio 2028 è per rapina a mano armata, ora dovrà rispondere anche di false attestazioni a pubblico ufficiale.

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