Inchiesta Var, le “bussate” di Lissone passeranno per competenza al tribunale di Monza

Sarà il tribunale di Monza a dover analizzare le condotte di due "varisti" accusati di frode sportive per le condotte tenute nella sala Var di Lissone
Il tribunale di Monza

Le “bussate” alla sala Var di Lissone passeranno al Tribunale di Monza per competenza territoriale dopo essere rimaste finora nei fascicoli dei magistrati milanesi: nel Palazzo di piazza Garibaldi verranno analizzate le condotte dei due “varisti” accusati di frode sportiva. Sarà valutata a Milano, invece, – in quanto accusato di false informazioni riferite al pm durante l’audizione – la posizione dell’assistente al Var di Udinese-Parma colto in flagrante da un video mentre chiederebbe a chi bussava se “era rigore”. Dal punto di vista della giustizia sportiva, tutte le carte andranno al Procuratore Federale per satbilire se ci siano stati o meno illeciti sportivi.

Inchiesta Var, chiusa a Milano con un’archiviazione l’inchiesta sugli arbitri (e sull’Inter)

Si chiude invece l’inchiesta sugli arbitri condotta dalla Procura di Milano: dalle indagini sono sarebbe emerso nulla di rilevante ai fini dell’inchiesta e si è arrivati all’archiviazione per Gianluca Rocchi, l’ex designatore arbitrale autosospesosi subito dopo l’avviso di garanzia di aprile, il vice Andrea Gervasoni e per l’Inter, società che secondo l’accusa, poi archiviata, avrebbe ottenuto presunti favoreggiamenti nelle scelte dei direttori di gara per alcune partite. E’ quanto emerso da un comunicato stampa diffuso dalla Procura di Milano che ha ricostruito la “sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati”, ma “non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine”. 

Secondo il legale di Rocchi, Antonio D’Avirro, che a proposito del suo assistito ha detto: “Fortunatamente si è risolto tutto in tempi brevi, anche se il costo che ha dovuto pagare è stato pesante”, le “bussate” erano finalizzate “a correggere un grave errore in cui era incorso l’arbitro e non certo ad alterare il risultato della gara. Giuridicamente non vedo come possa profilarsi una frode sportiva” ha detto.

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