Il viaggio da sogno e la guerra in Iran: l’odissea per tornare in Italia dall’Asia

Il desiano Marco Ballabio sulla via del rientro dall'Asia racconta al Cittadino tutte le difficoltà incontrate dopo la cancellazione dei voli causa guerra.
Aereo viaggi
Aereo viaggi

Un viaggio da sogno tra Laos e Cambogia, poi l’incubo del rientro. È la disavventura che sta vivendo Marco Ballabio, desiano rimasto bloccato in Asia dopo la cancellazione del suo volo di ritorno a causa della chiusura dello spazio aereo di molti Paesi vicini all’Iran, conseguenza diretta dell’escalation bellica in corso nella regione.
Il suo volo Bangkok–Milano via Doha, previsto per il 5 marzo, è stato annullato da Qatar Airways con una semplice notifica pochi giorni prima.

Il viaggio da sogno e la guerra in Iran: la storia del desiano Marco Ballabio, prezzi alle stelle e soluzioni creative

«Nessuna possibilità di riprogrammare, nessuna alternativa proposta – racconta Ballabio che, arrivato a Bangkok il 4 marzo, si è rivolto subito all’ambasciata italiana, dove ha trovato altri connazionali nella stessa situazione – L’unica cosa che ci è stata detta è di essere creativi».

Da quel momento è iniziata una vera e propria corsa contro il tempo fatta di ricerche infinite, tentativi falliti e prezzi dei voli schizzati alle stelle.

«Le tratte cinesi che ci erano state suggerite – racconta – sono passate in poche ore da 700-800 euro a oltre 2.800, in alcuni casi più di 3.500, con viaggi interminabili da 36 o 48 ore e scali improbabili in città sconosciute».
Alla fine il brianzolo ha trovato una soluzione “artigianale”, rischiosa ma praticabile: quattro voli separati, acquistati uno per uno. Con la seria possibilità di rimanere poi bloccato da qualche altra parte del globo.

Il viaggio da sogno e la guerra in Iran: le tappe del ritorno in Italia

Il primo volo, Bangkok–Nuova Delhi, è partito l’11 marzo ed è andato a buon fine. Il secondo, Nuova Delhi–Bishkek, lo ha portato in Kirghizistan, dove ha scritto il suo messaggio alla redazione dall’aeroporto nella mattinata di venerdì: «Qui ci sono 12 gradi sotto zero. Sabato alle 5.50 dovrei prendere un volo per Istanbul e, incrociando le dita, un altro per Bergamo. Sono a metà del mio viaggio e spero che vada tutto bene».

Il viaggio da sogno e la guerra in Iran: non polemiche ma delusione, «lasciati allo sbaraglio»

Il suo racconto è lucido, non polemico, ma è profondamente deluso per la gestione dell’emergenza: «Siamo stati lasciati allo sbaraglio. Ho incontrato persone disperate, tutte hanno trascorso ore al telefono con agenzie incapaci di aiutarle. Tantissimi italiani non sanno come tornare a casa».
Ballabio, però, vuole trasformare la sua esperienza in un aiuto per gli altri: «Le soluzioni ci sono. La tratta a nord, passando per l’Asia centrale, può funzionare. Spero che chi è ancora bloccato laggiù possa tentare questa via».
Per riuscirci bisogna riuscire a fare coincidere alcuni aspetti non da poco: abilità con gli strumenti informatici, pazienza, tenacia e coraggio.
E, naturalmente, bisogna avere anche una carta di credito con un bel budget a disposizione per spendere quello sproposito che viene ora richiesto. L’importante è salire su un aereo e dimenticare al più presto tutta la disavventura.