L’importante è non farsi prendere dal panico. Perché in tempi così turbolenti e imprevedibili, in effetti, il risparmiatore può anche essere preso dalla tentazione di smobilitare il suo gruzzoletto per poi indirizzarlo verso altre rotte. Magari più intriganti, ma sicuramente più rischiose.
Una manovra azzardata che addetti ai lavori come Ruggero Redaelli, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Carate Brianza e Treviglio, 62 anni, laureato in economia aziendale, e Claudio Pasqualetto, responsabile area finanza dello stesso istituto di credito, 59 anni, laureato in scienze politiche, sconsigliano senza incertezze.
Guerra in Iran, Bcc: «Scenari diversi dal 2022»
«Purtroppo – riconosce Redaelli – siamo ritornati in una situazione di scenario di guerra. Ma non dovrebbero esserci gli effetti che furono innescati nel 2022 dall’inizio della guerra tra Ucraina e Russia. Gli scenari sono completamente differenti. Ma ora è ancora presto per capire quali possano essere le conseguenze durature».
Anche perché le decisioni del presidente americano Donald Trump, in tema di guerra contro l’Iran (e non solo), spiazzano mercati, responsabili di Governi, analisti internazionali, il signor Rossi imprenditori navigati. Il rialzo registrato martedì dalle più importanti Borse, Milano compresa, aveva contribuito a tranquillizzare la situazione. Ma sembra sia stata una pausa di breve durata. Le previsioni parlano di una guerra che durerà complessivamente tre settimane. Ma è anche sempre valida l’ipotesi di un intervento delle Banche Centrali relativo ai tassi d’interesse.
Guerra in Iran, Bcc: «Aspettare e vedere»
«Ad ogni modo – commenta Pasqualetto – noi diciamo di “aspettare e vedere”. Non bisogna farsi prendere dalla fretta o, tantomeno, dal panico. A febbraio, del resto, la Borsa aveva raggiunto i massimi storici. E i tassi d’interesse erano bassi. Perciò diciamo di tenere le posizioni. Riteniamo che, dopo questa vampata, ci sia un ritorno alla normalità».
La Bcc di Carate Treviglio detiene un portafoglio titoli di un miliardo e 700 milioni di euro. Le filiali sono 65, per un totale di 600 addetti. «Noi, rispetto ad altre banche – precisa Redaelli – abbiamo mantenuto un modello di ascolto e dialogo tradizionale con la nostra clientela. I nostri consulenti, in pratica, sono sempre a disposizione per consigliare i prodotti più idonei, sempre in linea con il profilo Mifid del cliente. Ma ora il nostro consiglio è quello di non disinvestire e di non intraprendere operazioni speculative, che sono sempre rischiose. Ora è meglio restare in attesa».